UNA STORIA DANNATAMENTE VERA: il Nordic Walking
News, Pensieri e Parole — scritto da Pino Dellasega il 21 marzo 2009
In un mondo che cambia così velocemente diventa determinante se non vitale il sapersi adattare immediatamente a questi cambiamenti. Questo sicuramente non è facile. Prima di tutto bisogna fare un passo all’indietro e rimettersi di nuovo in gioco, ed essere disposti ad accettare il cambiamento.
I tempi dove era la gente che veniva a cercarti sono inesorabilmente finiti. Dobbiamo essere noi che ci proponiamo e non solo per quello che siamo perché ormai rappresenta la norma. Quello che servono sono idee, idee innovative e non abbiate paura di sperimentarle.
Tutte le più belle innovazioni sono partite con idee che inizialmente potevano essere considerate “da pazzi” ma con il tempo sono diventate strepitose. Non abbiate paura di cosa pensa la gente, ricordatevi che anche il peggior critico vi osserva, vi ammira e vi copia.
Abbiamo in mano uno strumento fantastico come il nostro Nordic Walking, una sorta di bacchetta magica per risolvere tanti problemi sia fisici che psichici. Quello che da molti era ritenuta una stupidaggine si sta rivelando una stupenda medicina per tutti ed anche i più scettici uno dopo l’altro arrivano. Da buon profeta vi posso dire che un giorno, non molto lontano, anche chi ha ripudiato il nordic walking si sentirà il padrone della nostra attività, sventolando ai quattro venti “io l’ho sempre fatto” dimenticandosi che fino a ieri si sarebbe vergognato di camminare con i bastoncini. Ma niente paura, noi in quel momento saremo un passo piu in avanti. Questa non è presunzione si chiama innovazione e creatività.
Una storia dannatamente vera quella di Marko Kantaneva che nel lontano 1997 è riuscito a vedere cose che tutti facevano ma che nessuno si accorgeva di fare e in pochi anni ha fatto camminare milioni di persone con i bastoncini.
La Scuola Italiana con tutti Voi cari istruttori ma anche tutti gli appassionati del nordic walking, quella storia dannatamente vera la sta portando in avanti con l’entusiasmo che in pochi sport si vede ma con la consapevolezza di dare una grande opportunità a tutti per stare bene con il fisico e soprattutto con la mente.
Le metafore del nordic walking sono infinite ma quella che considero la più bella è proprio che accettando il nordic walking dimostriamo prima di tutto a noi stessi che abbiamo ancora lo spirito, la voglia e l’entusiasmo di buttarci nella mischia per rimettersi in gioco, per sentirsi ancora una volta di nuovo vivi.
E a chi vi dice per la milionesima volta se pensate di aver inventato l’acqua calda potete rispondere tranquillamente di si, perchè fategli capire che se fosse per la sua mente prigioniera di qualche trappola, sicuramente sarebbe ancora a lavarsi con l’acqua fredda. (Pino Dellasega)


Tweet This
Digg This
Save to delicious
Stumble it




















9 Commenti
L’articolo semmbra scritto a proposito:
Ieri mattina molto presto,stavo facendo la mia camminata con i bastoncini di un’oretta,e ho incrociato sul cammino una persona che passeggiava con il suo cagnolino.
Ho guardato la persona e le ho augurato “Buongiorno” come cerco di fare con tutti perchè, non so da voi in montagna, ma in valle va di moda il non salutarsi e il non guardarsi quando ci si incontra per strada.
Faccio due passi e mi sento dire: “oh ma angh’è minga la nev!” traduco (oh ma non c’è la neve) Rispondo ridendoci su e tornandola a salutare.
Due piccole morali da questo episodio
Il n.w. va fatto e non raccontato
La miglior ginnastica è anche….salutare!
“Fare delle cose” e condividerle con chi incontriamo sul nostro cammino: cominciare con piccoli gesti per uscire da questa cappa di pessimismo che ci opprime e chiude sempre più in noi stessi.
Ciao e buona giornata!
Raffaele
P.s. domattina, se la incrocio di nuovo proverò a spiegarle cosa sto facendo con i bastocini anche se non c’è la neve …se non vengo assalito prima dal cagnolino.
Ciao Pino
intuisco che probabilmente stai vivendo un momento particolare con il Nordic Walking, le critiche e le invidie non mancheranno mai neppure quando il NW sarà ancora più diffuso e unamemente riconosciuto come una disciplina innovativa e stimolante. Si tratta di mentalità, di cultura, di paura; camminare con i bastoncini in città con il tic -toc che rimbomba fra i palazzi certo ti fa osservare e qualcuno di questo si vergogna? Allora non ha capito il NW, io mi diverto ancora di più e batto un ritmo diverso. Dobbiamo continuare, proporre, stimolare e soprattutto fare squadra, conoscerci meglio, affinchè il NW, con la sua filosofia ed il suo”gesto” divenga un modo quotidiano di vivere.
Ciao e a presto Luciano
Praticando nordic walking da 5 anni ne ho sentite anch’io di tutti i colori, da “hai dimenticato di metterti gli sci”,alle indicazioni stradali per andare alla Festa degli Alpini ad Asiago!… Ma ho continuato e mi sono accorta che anche i commenti sono diminuiti. Ai miei allievi ho sempre detto di non vergognarsi nel praticare Nordic ma di pensare che in realtà sono le persone che fanno i commenti a doversi vergognare, in quanto ancora ignorano l’esistenza di questa bellissima disciplina.
Buone camminate a tutti
Nico
Anch’io pratico NW da molti anni. Mi sono avvicinata a questa disciplina su suggerimento da amiche norvegesi che anche loro vivono in Italia da tanti anni.
Ho conosciuto Pino, ho fatto il primo corso con lui a Reggio Emilia. Ogni volta che esco per camminare, mi sento vuoto senza i bastoncini. Inizialmente mio marito non voleva assolutamente provare, si sentiva ridicolo ma una volta provato ha capito anche lui come si sta’ bene e ora camminiamo insieme. Anche noi abbiamo sentito molti commenti, le piu’ svariate. Ma ora si inizia a vedere qualcuno camminare con i bastoncini nei parchi e la gente anziche’ fare dei commenti, chiedono informazioni. Inoltre dalla parte di Uisp qui a Modena si tengono corsi NW che si sono iniziati l’anno scorso e quest’anno riprendono in Aprile. Questo fa’ immensamente piacere.
Mio marito parte per il cammino a Santiago de Compostela fine Aprile con amici e tutti si porteranno comunque con se i bastoncini. Camminate gente, camminate!!!
kerstin
Ciao PINO
Il nostro è un viaggio in continua evoluzione se invece entri nella rigidezza sei fritto.
Vi porto l’esempio di mamma ALBINA che all’eta’ di 86 anni pratica con gioia il nordic,sara’ cosi’ di stimolo per tutte quelle persone piu’ giovani che vedono con scetticismo il prendersi in prima persona cura della loro salute.
E poi come dico sempre : il nordic è un’attivita’ che non ruba niente a nessuno e rende tutto il resto possibile.
MARIO
ho ancora negli occhi la Maratona di Roma di questa mattina, e la sua festa…. le persone che gioiose e sorridenti hanno partecipato (in 85.000) alla “stracittadina” di poco più di 4 km….
e noi nordic walkers con loro, con i nostri bastoncini, il loro ticchettio sui sampietrini, le nostre risate e il nostro gruppo altrettanto solare come la giornata di tramontana che ci ha accompagnato per le strade del centro della città…
alcuni commenti, ad un certo punto, mi hanno fatto girare di scatto, ad uno che ci ha insultato di fronte al figlio di una decina d’anni ho anche risposto….
ma poi ho capito di aver sbagliato…
non c’è mai bisogno di una risposta a commenti e sfottò…
noi e il nordic siamo il sole, siamo l’allegria, siamo l’amicizia e lo stare insieme, siamo la voglia di imparare, sperimentare, inventare…
noi e il nordic siamo tutto questo e altro ancora… e dobbiamo esserne orgogliosi e ai commenti e sfottò dobbiamo semplicemente ‘rispondere’ con un sorriso e un invito: vieni a camminare e stare bene con noi!!!
Carissimi, io e mio marito Giambattista abbiamo iniziato per primi la pratica del nordic ad Asiago e vi assicuro che non è stato per nulla facile. Siamo stati derisi, snobbati e molto criticati. Ci dicevano che eravamo degli esibzionisti. Noi abbiamo continuato a testa alta e abbiamo lavorato sodo affinchè la gente del posto (che si ritiene una popolazione sportiva)ci capisse e ci stimasse. Ora, possiamo condividere con le centinaia di persone che ci seguono e che ogni giorno ci cercano, la gioia che il nordic ci regala.Ora è diventata la “droga” per molti…Ne vado fiera di questa dipendenza che abbiamo sapientamente spacciato!!
Monica Segafredo
Con questo articolo Pino hai proprio messo in evidenza quanti erano e, haimè, sono ancora all’oscuro di questo eccezionale muoversi e camminare con i ” bacheti ” come diciamo qui a Predazzo. Ricordo le prime uscite che facevo prima da sola e poi con i miei allievi che convinti di quello che stavano sperimentando non facevano caso alle battute che in un paese piccolo come il nostro erano soprattutto queste : anche te Claudia sei matta come il Pino sempre con quei bacheti. Ora le stesse persone che commentavano vanno fiere e camminano elargendo consigli su come muoversi e sui suoi benefici. La mia soddisfazione è proprio questa, sapere di aver contribuito al loro star bene. Claudia
Pienamente d’accordo con l’articolo inserito.
Sono personalmente innamorato di questo fantastico sport.
Ma continuo a chiedermi come mai dalle mie parti ancora non c’e un evento sportivo che possa creare aggregazione in tale disciplina.Vivo nel nord barese e il Gargano mi sembra un ambiente non poco favorevole a tale sviluppo.
Quindi a quando qualcosa di nuovo anche da questi parti?
Saluti Adriano