Una lettrice propone il suo sport ed il marito ciclista è avvisato…..

News — scritto da Pino Dellasega il 20 febbraio 2008

rivista cicloturismoPubblichiamo molto volentieri la lettera di sfogo di Letizia Flaim, istruttrice di nordic walking, nei confronti della redazione della rivista Cicloturismo e un bel consiglio per i ciclisti che vogliono mantenere la forma con il nordic  walking nel periodo invernale. Condividiamo la risposta di Francesca Rotondi, con una sola riserva, che anche con il nordic walking si possono raggiungere alte frequenze cardio-respiratorio molto allenanti; basta passare alle varianti sportive. Rimane comunque l’eterno problema delle mogli degli sportivi che gareggiano, non solo nel ciclismo ma anche in tutti gli altri sport. Che dire, io di sicuro poco, perchè per molti  anni la mia vita è stata di sole gare. Certo che è  la passione e  sono le emozioni per lo sport che ti fanno fare questo, ma  io aggiungo che forse c’è anche un pizzico di egoismo da parte nostra. (Pino Dellasega)  Articolo pubblicato sul numero di gennaio 08 della rivista “CICLOTURISMO”“INVERNO ATTIVO? OKAY FATE IL NORDIC WALKING”

Eh no cari ragazzi, questa pugnalata alle spalle non me la sarei mai aspettata…Come molte altre sventurate, nella vita ho avuto la sfortuna di sposare una persona “malata” di ciclismo e solamente noi, mogli o fidanzate, sappiamo quanto possa pesare questa croce. Mai un pranzo o una cena senza critica perché l’apporto di carboidrati, grassi o amminoacidi ramificati non è in linea con  la tabella ricavata dalle pagine di Cicloturismo, quindi incompatibile con i prossimi impegni agonistici.

Ma finalmente una speranza: sulla copertina dell’immancabile numero di Cicloturismo, leggo che adesso al ciclista farebbe bene per un po’ “staccare la spina”, ovviamente cercando di mantenere un minimo livello di forma. Penso: “E’ fatta!” Sfoglio incuriosita e velocemente nella speranza di trovare, come sport alternativo da praticare per i mesi invernali, il “nordic walking”.  Ma purtroppo le mie speranze sono disattese….

Per questo, essendo un’appassionata di nordic walking, vi scrivo per illustrarvi questa disciplina che, sono certa, sarebbe preziosa per chi pedala tutto l’anno.

Il nordic walking è una disciplina per noi italiani abbastanza recente, ma che conta già moltissimi appassionati soprattutto nel nord Europa, che ha avuto origine come preparazione a secco nei mesi estivi per gli atleti dello sci da fondo. In più si tratta di un’attività economica, alla portata di tutti, che può essere svolta ovunque all’aria aperta.

Forse sentendo il vostro consiglio, mio marito si convincerà a lasciare più spesso la bici in cantina e finalmente io e magari molte altre ragazze appassionate di nordic walking, riusciremo a trascorrere altri fine settimana all’insegna del fitness e della natura assieme ai nostri compagni, riuscendo una volta tanto a praticare anche la stessa attività.

Mi piacerebbe che nel prossimo numero della vostra bella rivista vi “sforzaste” ad illustrare e divulgare delle notizie sulla tecnica e sui benefici del nordic walking, altrimenti per vedere più spesso mio marito sarò costretta a bucare i tubolari della sua bici. Mi raccomando, ci conto!

LETIZIA FLAIM

“Cara Letizia, giriamo la tua appassionata lettera alla nostra collaboratrice Francesca Rotondi.

Prima di tutto devo farti un paio di confessioni: Non so proprio come dirtelo, ma credo di essere responsabile, in buona parte, delle critiche ai tuoi pranzi visto che mi occupo di alimentazione per le pagine di Cicloturismo. Inoltre, sono anch’io malata di ciclismo perché alle emozioni non si comanda e la bicicletta, te lo garantisco, è emozione allo stato puro. Ma questo  non deve allontanarci, anzi, può diventare fondamentale per la comprensione ed il sostegno reciproci. Mi spiego: nella tua lettera, dici di praticare un’attività fisica, il nordic walking, con grande passione e assiduità. Grande passione, appunto, e quindi emozione, e quindi dedizione, che poi vuol dire tempo, energie e scelte (come quella, per esempio di svegliarsi presto anche la domenica mattina o rinunciare al pranzo per allenarsi).  Voglio dire, insomma, che magari, proprio a causa di questa tua passione, ora puoi comprendere ancora meglio tutto quello che ruota intorno alla bicicletta, con le ore di sella, le trasferte, le uscite di gruppo e la scelta mirata del cibo. Senza contare che anche l’alimentazione può diventare un ulteriore legame tra la tua attività e quella del tuo compagno.

Infatti, le nostre indicazioni dietetiche sono rivolte in maniera specifica ai ciclisti , ma sono assolutamente valide un po’ per tutti gli sport di resistenza, camminata nordica compresa.

Devo dire però che la tua protesta per non aver trovato il nordic walking tra le attività alternative consigliate per il periodo invernale è assolutamente legittima, anche se nelle nostre scelte, ci sono delle ragioni di ordine tecnico e pratico, delle quali si deve tenere conto. Infatti, soprattutto il buio precoce impone di scegliere per i mesi invernali sport alternativi che possano essere praticati anche al chiuso o in zone ristrette illuminate, proprio come la corsa, il nuoto, l’attività in palestra con la possibilità di uscire in bici solo nel fine settimana.

Ma ci sono anche molti ciclisti limitati dalle condizioni atmosferiche che, in inverno, non possono pedalare all’aperto neanche saltuariamente e, quindi, devono trovare alternative come le camminate in montagna o lo sci di fondo, per mantenere intatte le loro doti aerobiche, con esercitazioni sufficientemente intense.

La camminata nordica, che impegna dal punto di vista muscolare tutto il corpo, ma difficilmente raggiunge intensità elevate sotto il profilo cardio-respiratorio, può inserirsi bene come sport alternativo per il ciclista, essenzialmente in due momenti: all’inizio della preparazione e nelle fasi di scarico, eventualmente anche dopo le competizioni, come attività di recupero. Niente  di meglio , quindi per trovare qualche giornata da trascorrere insieme, racchette alle mani, in giro per i parchi, campagne e stradine.

A questo punto, però, mi sorge spontanea una domanda: perché non provare a condividere qualche uscita in bici partendo magari, da un giro in mountain bike su qualche percorso suggestivo? Soprattutto con gli adattamenti muscolari ed organici di un anno di nordic walking, non dovrebbe essere poi così difficile e forse, chissà, potrebbe scoccare la scintilla “ciclistica”! Saluti,

                                                                                                          Francesca Rotondi



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