Il quotidiano La Stampa parla di noi e del Nordic Walking. Rammarico per le parole di Messner

News, Personaggi — scritto da Fabio Moretti il 7 settembre 2009

articolo-lastampa-ritaglio“Il passo dolce dei bastoncini”, è così che sabato mattina, il quotidiano nazionale di Torino, La Stampa, ha intitolato un bell’articolo sul Nordic Walking scritto dal bravo giornalista Carlo Grande, appasionato di montagna, di natura e di viaggi e autore di diversi libri legati a questi argomenti.
Nell’articolo vengono riportate anche alcune mie parole rilasciate al giornalista in cui, oltre ai ben noti benefici che conosciamo oramai tutti, volevlo evidenziare anche l’aspetto aggregativo e sociale che si crea durante le camminate con i bastoncni. Qui potete scaricare e leggere l’articolo completo in formato PDF

Il giornalista ha voluto scoprire e sentire il parere sul nordic walking anche di alcuni personaggi noti per cercare di creare una sorta di discussione intorno alla disciplina. Non potevano che esserci opinioni positive da tutti tranne che, e questo mi dispiace sottoliearlo, dal grande Reinhold Messner che lo ritiene esclusivamente una moda e una trovata commerciale che nel giro di 2-3 anni sparirà.

Dalle sue parole si capisce benissimo che purtroppo parla senza conoscere la disciplina. Secondo lui il nordic “disimpara a camminare” e  farebbe perdere la capacità di “camminare nella natura”. E questo lo si evince anche dal fatto che dice che lui utilizzava i bastoncini già negli anni 70 nelle sue spedizioni ma li utilizzava solo per “qualche passaggio difficile, per guadare un fiume o per scendere su grandi massi”.
Credo invece che se il grande Messner, invece di avere in mente l’uso che si faceva dei bastoncini  nel trekking, conoscesse a fondo la tecnica del nordic walking probabilmente potrebbe rivalutarne l’efficacia anche durante i trasferimenti in spedizioni e imprese come quelle che lui ha fatto.

Di sicuro nessuno vuole sostituire il nordic walking alla camminata così come lo si può dire per il trekking o l’alpinismo però sicuramente si può integrare il cammino con l’utilizzo dei bastoncini per aumentarne l’efficacia e apportarne degli indiscussi ed enormi benefici.

Mi piacerebbe anche invitare Messner a fare una camminata di nordic walking, magari tra le sue splendide montagne, per scoprire come il nordic walking possa essere una attività che non vuole essere solo una trovata commerciale ma che dia la possibilità di poter scoprire la natura, la montagna, il rispetto per l’ambiente, il camminare “dentro se stessi” e verso gli altri, sia a persone che non hanno mai avuto modo di farlo prima ma anche a chi già questi valori li ha dentro e vuole sentirli ancor di più propri.

E poi caro Messner, di una cosa sono sicuro, che il nordic walking, non essendo una moda non sparirà nei prossimi due-tre anni ma anzi crescerà esponenzialmente grazie al grande lavoro che stanno portando avanti con professionalità tutti gli istruttori italiani.

E voi cosa ne pensate? Aspettiamo anche le vostre considerazioni.

Fabio Moretti


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    27 Commenti

  • lucio scrive:

    il mondo è pieno di profeti dell’assoluto.
    non ricordo il nome ma un guru americano sentenziò: la televisione non ha futuro.
    un altro: chi mai si metterà un computer in casa.
    un altro ancora: 32 mega di ram saranno sufficenti per tutti i pc.

    potrei continuare, la cosa migliore è invitarlo ad una passeggiata, ma sotto gli 8000
    credo che non accetterà.

  • Maria Grazia scrive:

    Messner da buon uomo-immagine (altissima, purissima…) vede solo il lato commerciale del fenomeno: si vede che lui non ci guadagna niente dal nordic.

  • Lionella Lorenzi scrive:

    Mi rendo disponibile a dare lezioni di Nordic Walking a Rainold Messner ma alla condizione che sia sulle mie amate montagne, così che possa apprezzare la semplicità e l’umiltà che le genti di montagna rischiano di perdere.
    Lionella
    P.S.: un abbraccio a Fabio

  • Alessandra scrive:

    Ha pienamente ragione Lucio: nel mondo moderno tanta gente parla – spesso e volentieri a vanvera – giusto per dare fiato alla bocca, dando giudizi su cose, avvenimenti, persone, ecc… che non si conoscono.

    Il buon Messner potrebbe anche contattare un valido istruttore di Nordic Walking per provare, ma così facendo scoprirebbe un mondo nuovo, per lui inesplorato… e questo molte volte fa più paura che scalare una cima di 8000 metri!!!

  • lucio scrive:

    ho riletto l’articolo con calma, è un giudizio dato senza sapere di che cosa si parla.
    a me pare che nemmeno Odifreddi ci abbia capito tanto.
    Comunque io ci sono abituato, lascia che ridano.

  • Valentina scrive:

    anche la polemica è una buona pubblicità,
    “purchè se ne parli”, numeri e fatti saranno prova di chi cammina con i piedi (e bastoncini) per terra.

  • Carla Martini scrive:

    Il problema è che si dà troppa importanza a quello che dice il signor Messner.Mi dispiace parlare così di lui perchè ricordo quando “divoravo” i suoi libri e passavo ore ad immaginare quello che un uomo poteva pensare e provare a fare imprese come le sue. Mi sono avvicinata alla montagna grazie anche ai suoi scritti e provo amarezza a vedere come questo uomo si permetta, con le sue affermazioni, di togliere il gusto alle persone di provare questa ” SEMPLICE” e meravigliosa disciplina che è il NORDIC WALKING.
    Ehi … di lassù … grande uomo degli 8000 … scendi fra di noi e sperimenta senza paura la semplicità di questo sport, sperimenta le sensazioni di questo modo di camminare, sperimenta le emozioni che con questo movimento scaturiscono,sperimenta i benefici che a livello fisico produce, sperimenta il piacere del contatto con la gente comune che secondo me ti manca un pochino … grande uomo degli 8000. Un istruttrice di Nordic walking

  • Maria Grazia Pastore scrive:

    Caro Messner
    io che la vita me la sono vista soffiare sotto il naso e che l’ho riacchiappata per un pelo, credo di sapere più di altri che il nordic non è una moda , il nordic è letteralmente vita, il nordic è riappropiarsi del proprio corpo sotto un’altra dimensione, è capire che puoi fare grandi cose e un concetto così non potrà essere mai moda, perché le nostre vite sono un dono prezioso e tutto ciò che ci porta a capire il vero valore dei nostri giorni è solo una grande verità

  • Armando Nuzzone scrive:

    Ognuno è libero di dire e pensare ciò che vuole, come è libero e bello il piacere di camminare! Beh, il nordic walking forse passerà, ma da chi lo pratica e continuerà a praticarlo, non sarà mai dimenticato il piacere di averlo fatto. La mia esperienza tra le “cime” del SALENTO (Puglia – Lecce), mi dice che l’entusiasmo sale, sale e non fà proprio alcun male.
    Buon NW a tutti.

  • alessandro pezzatini scrive:

    caro Fabio,
    il grande messner ha giudicato senza conoscere, come a suo tempo io feci con te al corso di fitwalking che certamente ricorderai.
    In realtà il nordic walking è molto più di quello che può sembrare ad un osservatore esterno e, direi, superficiale e/o distratto.
    Il concetto dei quattro appoggi funzionali di cui parlo sempre quando avete la gentilezza di invitarmi ai vostri incontri è sicuramente sconosciuto ai più, Messner compreso. Non credo che il suddetto abbia interesse a ricredersi, ma nell’eventualità desideri delle spiegazioni tecniche sul positivo rapporto tra cammino (del quale io credo di poter parlare in lungo ed in largo…)ed il nordic walking sono a sua ( ed anche di chiunque altro..) completa disposizione.
    un saluto a tutti gli appassionati
    alessandro pezzatini

  • outdoor rieti scrive:

    Cari Amici
    secondo me l’acqua che beve non gli fa molto bene!!E poi con tutta l’acqua naturale e buona che nasce dalle nostre montagne perchè qualcuno non gli si spiega che far vendere acqua in bottiglia quella sì che è
    un’operazione solo commerciale? saluti Aldo

  • mario scrive:

    Ho letto molti commenti e non ho incontrato nessuno che pensi di rispettare le altrui idee , anche se discordanti dalle nostre .
    MARIO

  • Fabio Moretti scrive:

    Caro Mario, permettimi di non essere d’accordo con te. Lo sarei se il caro Messner avesse espresso la sua idea con cognizione di causa, cioè conoscendo l’attività e avendola praticata. Avrei rispettato sicuramente la sua idea ma parlare senza conoscere vuol dire dare solo fiato alla bocca senza far funzionare il cervello.
    Io non mi permetterei mai di dire che che scalare un’ottomila è oramai solo una moda (anche se molti lo pensano) proprio perchè non ho l’espereinza e le conoscenze tali da permettermi di esprimere un giudizio in tal senso.
    E’ doverese rispettare le idee di tutti, siano esse positive o negative, anzi quelle negative probabilmente ci aiutano a riflettere su ciò che a volte non si riesce a vedere e che potrebbe essere sbagliato e ci permettono di migliorare. Però, per rispetto verso gli altri, prima di parlare è bene essere informati!

  • lucio scrive:

    No Mario, non è questione di rispettare le sue idee, le rispetto eccome.
    Ma un giudizio così tranciante, “tra due anni sparirà” può meritare rispetto,
    senza essere d’accordo . Io non lo sono. Si può discutere all’infinito però io
    vedo gente che non aveva mai camminato farlo coi bastoncini e trovare un
    beneficio che non si aspettava.
    tutto quello che avvicina alla natura e al benessere è benvenuto.
    Invece leggo un leggero complesso di superiorità nelle sue parole, e anche poco rispetto, se vogliamo. Per me una conquista importante è la cima del Prevaligo, 1000 metri. Obiettivi diversi certamente ma non tutti siamo nati per imprese eccezionali, per alcuni ,me compreso, il risultato gratificante sta nelle cose normali.
    Dopo anni e anni passati ad usare solo il piede sinistro la scoperta che ho anche il destro e due braccia che spingono invece di girare un volante è una gran cosa.
    saluti.

  • mario scrive:

    Ciao Lucio y Fabio
    Vi sono grato del vostro non essere d’accordo con me. Ciò permette un sano confronto, e permette di mettere in risalto dei concetti che sono latenti dentro di noi ma che hanno bisogno di un’approvazione per venire in superficie.
    Nulla da obbiettare su quello che scrivete , in quanto sono principi che sono ormai radicati nel mio modo di essere.
    MARIO

  • fabri scrive:

    ma non fà testo la sparata del Reinhold non conosce il nordic ,strano magari potrebbe inserirlo nello spot della purissima, e così il suo business migliora . dopo quello sulle armi da caccia in Austria ,mentre in italia era contrario, che non sia così anche per il nordic ? Mario non cerchiamo scuse non si tratta di accettare o meno le altrui idee ma le sparate sono solo sparate …….!!!! saluti a tutti comunque sono più di 3 anni che pratico N.W……perciò il profeta non ci ha azzeccato !!!!!

  • lucio scrive:

    @ Mario, mi fa piacere che hai ribadito il fatto che le idee, tutte, vanno rispettate.
    non è che io non sono d’accordo con te ,anzi, sono perfettamente d’accordo.
    sono, però , diciamo così, in dissenso con le prese di posizione assolute.
    mi sarebbe piaciuto di più che avesse detto: ” a me non entusiasma ma , se piace a tanti , perchè no !”

  • Aldo e Claudia Leviti scrive:

    Sono una guida alpina, ho avuto esperienze di spedizioni extraeuropee dall’Himalaya, alle montagne Rocciose fino alla Patagonia. Ora sono anche istruttore di Nordic Walking. Attraverso il nordic walking acquisisci molta più coordinazione e tecnica nell’uso del bastoncino sia in salita che in discesa e naturalmente anche nei tratti pianeggianti. Oltre che a salvaguardare ulteriormente le proprie articolazioni, le tecniche di allenamento permettono di aumentare le proprie prestazioni fisiche con un beneficio anche nell’alpinismo.
    Abbiamo fatto una spedizionie assieme e mi permetto di dirti:
    Caro Reinhold, stai diventando vecchio se giudichi senza conoscere.
    ALDO LEVITI

  • Roberta scrive:

    Leggendo il libro di Pino “camminare con i bastoncini” ho trovato una massima che mi ha particolarmente colpita, e dice:”Ogni cosa è bella e lo diventa ancora di più quando non si ha paura di conoscerla e provarla, l’esperienza è la vita con le ali”.
    Io consiglierei al caro Messner di provare il nordic, prima di fare certe dichiarazioni.
    Non serve arrivare agli 8000, a volte le cose semplici danno le più grandi soddisfazioni! …… questo è successo a me con il nordic.

  • dario scrive:

    Certo è incredibile come possa parlare male dei bastoncini da
    Nordic walking e poi far pubblicità agli stessi:
    vedi rivista Montebianco maggio 2007 dicendo:
    “In ogni escursione posso contare sulla sicurezza di LEKI.”firmato Reinhold Messner
    probabile che non ci guadagni ancora niente.

  • leonardo scrive:

    Potrebbe essere che un tecnico come Messner si sia fatto un’idea indefinita del NW per il semplice motivo che da disciplina “motoria” e laica è stata erroneamente elevata a gesto tecnico eccelso e miracoloso.
    Ma senza la promozione e la diffusione affidate a tecnici e professionisti del movimento e della comunicazione rischia di diventare una forma di movimento da oratorio.
    Anch’io non credo che il NW sparirà in 2 anni ma sicuramente avrà formato pochi tecnici, molti esperti e troppi missionari.

  • Fabio Moretti scrive:

    Caro Leonardo,credo che Messner sia un grande uomo nelle cose che ha fatto in montagna ma a livello di comunicazione credo che abbia molto da imparare da chiunque.
    Per il resto non credo che nessuno abbia elevato il nordic walking a gesto tecnico eccelso e miracoloso.
    Le persone che lo provano danno personalmente dei giudizi sul tipo di attività e la maggior parte di questi sono stati sempre positivi. I miracoli li lasciamo a qualcun altro visto che ultimamente in molti dicono di farli, ma non certamente noi che insegnamo e promuoviamo il nordic walking.
    Inoltre come Scuola Italiana Nordic Walking ci stiamo proprio impegnando a livello di sviluppo della profesisonalità degli istruttori (abbiamo organizzato e stiamo organizzato molti corsi di specializzaizone per i nostri istruttori), stiamo spingendo moltissimo anche a livello di comunicazione (vedi le nostre ultime presenze in tv e sui quotidiani nazionali) e stiamo anche sviluppando importanti collaborazioni con il mondo medico e della ricerca proprio per dare delle credenziali solide e scientifiche ad un attività che sicuramente non è da considerarsi da oratorio.
    Ai missionari lasciamo il compito di fare altre cose, non insegnare e promuovere il nordic walking!

  • leonardo scrive:

    Sarà come dici ma gli articoli ed i commenti caricano il NW di tutta una serie di qualità e benefici quasi imbarazzante.
    Camminare ( con i bastoncini) nel bosco..al tramonto…dopo una fitta nevicata…ascoltando i bramito del cervo…..passando vicino al cristo pensante…..sembra permetta raggiungere un senso infinito di benessere e tranquillità.
    E’ questo, secondo te, un messaggio corretto.
    Anche considerare sinonimi “insegnamento” e “promozione” può generare confusione tra i praticanti.
    Se parli di “professionalità” degli istruttori..ti chiedo. Per quanti di loro insegnare è la professione principale? e per quanti è un hobby o una passione?
    Ho fatto l’esempio dell’oratorio perchè luogo di incontro e socializzazione per antonomasia, dove si è tutti amici e si professa una sola dottrina…..non per altro.
    Se però in definitiva sono gli istruttori a diffondere il NW, non credi che prima di specializzarli sarebbe opportuno “formarli”…

  • Maria Grazia Patore scrive:

    Carissimo Leonardo
    quando mi sono avvicinata al Nordic Walking per migliorare la mia vita, dopo una grave malattia, non ero un insegnante di educazione fisica ne una persona preparata a livello sportivo ma la passione per il Nordic mi ha dato una tale forza che la mia vita è cambiata.
    Se i Master che mi hanno formata non mi avessero accolto per quello che ero, ora non sarebbero orgogliosi di me che ho creato il mondo del Nordic Walking Smile nel quale le persone ammalate si uniscono a chi invece è in salute. Credimi i nostri Master ci istruiscono in modo adeguato e ci stanno vicino valorizzando le nostre doti che non sempre devono essere perfettamente sportive, ti assicuro che il sorriso che mi dà una persona che cammina dopo una chemioterapia è di gran lunga ripagante anche se non sono una perfetta insegnante di educazione fisica.
    L’anima va curata quanto il nostro corpo e ciò che dona il Nordic Walking alla nostra persona è molto più di un perfetto gesto atletico.
    Quindi ben vengano le persone che hanno cuore e sanno avvicinare chi a timore di vivere, perché questi istruttori, sapranno far camminare chi teme la richiesta di soli gesti tecnici perfetti, dimenticando che non tutti possono essere campioni ma non per questo non possono camminare e sentirsi ugualmente vivi e felici di vivere…e non perchè hanno incontrato un missionario ma perchè hanno trovato chi ha saputo accoglierli.

  • Pino Dellasega scrive:

    Vede signor Leonardo, lei fa parte di quella categoria di persone che sicuramente avrà una grande formazione scolastica e professionale, non discuto, ma a cui manca l’umanità e l’umiltà di capire che senza una formazione umana raccolta nel corso di una vita, fatta di esperienze, successi e anche sconfitte, serve veramente a poco. La gente ha bisogno della gente. Le persone sono stufe del troppo tecnicismo e io che sono maestro di sci mi accorgo che al giorno d’oggi parlare di tecnica esasperata siamo fuori tempo, a nessuno interessa più, la perfezione lasciamola a chi come Lei ci crede ancora. Noi siamo poveri uomini che ci emozioniamo ancora con poco. Noi ci accontentiamo di fotografare una cima da lontano piuttosto che cercare di conquistarla a tutti i costi per poi portarsi a casa l’illusione della vittoria insieme magari all’amico di cordata nel sacco salma e senza magari domandarsi dove vi è stata una vittoria e che comunque noi rispettiamo nelle loro scelte dal momento che la gente è libera di fare quello che gli pare. No signor Corrado noi non vogliamo che il nordic walking diventi come tanti sport che di sport hanno solo il nome, noi crediamo ed io per primo che il nordic debba essere uno stile di vita e non uno sport, non ci interessa. Come non ci interessano le persone come Lei sempre pronte a criticare senza mai fare e proporre. Il nordic walking di certo non fa miracoli, anche se i benefici del cammino sono risaputi e studiati da illustri professionisti della medicina, benefici che ritroviamo in tanti sport, ma nel nostro mi creda il tramonto, il bramito del cervo, le nevicate, ci sono ancora però per vederli e sentirli si deve arrivare comminando sino là, forse è proprio questo il suo problema. Al Cristo pensante in sei mesi sono salite oltre 10.000 persone e tante di spessore e cultura molto più forte della sua e tutti sono scesi con qualche cosa in più dentro di loro. Signor Leonardo non avrebbe meritato nessuna risposta alla sua meschinità mi creda, ma ho perso un po di tempo solo per il fatto che i riferimenti erano chiaramente indirizzati a me per via di qualche articolo che ho pubblicato. Lei signor Leonardo, è una persona che si nasconde sotto questo nome che credo inventato è sicuramente una persona silurata dal nostro ambiente che cerca di riscattarsi spargendo fango, con noi non attacca. Le ripeto, la gente come Lei per quante qualità professionali possa avere è meglio non incontrarla sulla strada, anzi sul cammino, perchè ha la grande capacità di trasformare il sorriso in pianto. Cordialmente
    Pino Dellasega

  • Fabio Moretti scrive:

    Caro Leonardo o come tu ti chiami, vedo che volutamente (visto anche il commento nell’articolo del prof. Pezzatini) stai cercando di criticare l’operato degli isturttori di nordic walking e il mondo del nordic walking.
    La risposta che ti ha dato Pino sicuramente basta e avanza per chiarirti la cosa senza neppure perderci più tempo a risponderti.
    Ti consiglio di farti una bella camminata di nordic con uno dei nostri istruttori, così forsi riuscirai ad apprezzare di più i valori veri della vita, che sono ben diversi dalla “super professionalita” completamente vuota di significato!

    Un’ultima cosa però vorrei dirti: io credo che nella vita chi sa fare fa e chi non sa fare critica!

    Comunque noi continueremo ad arricchirci dentro, tu continua pure a criticare da fuori…

  • alessandro pezzatini scrive:

    caro Pino, caro Fabio,
    come sapete mi tengo ben al corrente di quello che gira intorno al mondo del nordic walking e sono rimasto spiacevolmente sorpreso di questo botta e risposta innescato dal commento irridente del sig. Leonardo.
    Per quanto mi riguarda, nella risposta al suo commento sul nostro protocollo, credo di essere stato esauriente e poco contestabile: d’altronde non ci sono state ulteriori richieste di chiarimento.
    Ciò è per me sufficiente.
    Riguardo invece al dileggio che noto nel suo commento del 13 c.m. in questo specifico settore mi rammarico che il suddetto sig. Leonardo, diversamente da tutti gli altri, preferisca celarsi dietro un nome vista la piega che sta prendendo questa discussione. Probabilmente son all’oscuro di qualche informazione sull’argomento e sono anche d’accordo che ognuno possa, e a volte anche debba, combattere contro le cose che reputa mendaci e/o fraudolente. Così come sono uno scarso istruttore di nordic walking, difficilmente posso essere contestato come esperto di deambulazione: credo di poter affermare che la tecnica in quanto tale non sia la base fondante del nordic walking e l’angolo del gomito piuttosto che la lunghezza del bastoncino non faccia la differenza. La differenza che invece risiede nel cuore di persone come Maria Grazia e dello stesso Pino che con il loro reale impegno quotidiano professano l’essenza profonda di una semplice attività fisica con la quale trasportare la parte più sensibile di tutti noi che ci mettiamo la faccia senza nascondersi dietro pseudonimi o maschere. Io sono profondamente laico, ma dichiaro apertamente di essermi realmente commosso nel sentire la profonda gioia di queste due persone vive dentro mentre compiono due miracoli di emozione in un mondo così arido di sentimento.
    E caro sig. Leonardo, lei che mi sembra come ho detto “a conoscenza della materia”, oltre a dileggiare e cercare di criticare cosa fa nella vita? Si presenti, ci metta anche lei la faccia e potremo prendere in considerazione ogni sua critica che altrimenti prende la strada della malevola maldicenza che sa tanto di invidia verso coloro che prima di tutto “fanno” mettendosi a disposizione degli altri.

    tanto dovevo
    alessandro pezzatini

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