Il Nordic Walking analizzato da un “esperto del cammino”

News — scritto da il 4 luglio 2007

di Alessandro Pezzatini, chinesiologo-chinesiterapista

Devo confessare che la prima volta che ho visto delle persone camminare con le “racchette da sci sull’asfalto”, proprio sulla strada di casa mia, sono rimasto quantomeno “perplesso”.
Sono passati molti anni da quel giorno e adesso che mi accingo a scrivere proprio di quello strano modo di “camminare con i bastoncini” ho ancora ben in mente l’immagine di quella coppia, ed il sorrisetto ironico che mi affiorò sulle labbra.
In quest’ultimo periodo ho sentito spesso parlare della rapida diffusione di questa attività, ma il mio approccio risolutivo è stato ad un corso sul cammino quando ho incontrato Fabio. In quell’occasione dissertavo sulle basi biomeccaniche della deambulazione: una sua domanda precisa e curiosa ha innescato una reazione a catena fino a che, alcuni mesi dopo, mi sono ritrovato di nuovo a dissertare sulle basi biomeccaniche del cammino, ma questa volta usando i bastoncini.
Che dire, è difficile riassumere sinteticamente il complesso lavoro di valutazione ed approfondimento che individua questo percorso.

La mia provenienza sportiva (marciatore internazionale per oltre 10 anni e praticante di medio livello di sci di fondo) e la mia professione attuale (chinesiologo esperto di deambulazione) sono i presupposti che mi portano ad inquadrare il Nordic Walking come disciplina parasportiva non prestativa di altissima qualificazione.
In questa tecnica si evidenziano le caratteristiche positive del cammino (che personalmente utilizzo come terapia riabilitativa globale) depurate dalle problematiche meccaniche più insidiose in quanto intrinseche alla stessa deambulazione.
Una grande percentuale delle persone che vorrebbero/dovrebbero camminare è infatti ostacolata da situazioni eterometriche più o meno funzionali ma comunque in grado di innescare fenomeni patologici di sovraccarico specifico non appena superata la normale soglia di utilizzo.

L’utilizzo dei bastoncini in un corretto contesto tecnico/stilistico permette invece di simmetrizzare le forze vincolari (quelle che scarichiamo sulla terreno e che ci permettono di spostarci) e distribuirle dinamicamente su altri due punti di vincolo direttamente afferenti al tronco attraverso le braccia.
Questo cambia radicalmente l’intensità ed i tempi relativi con cui si attivano alcune delle più importanti catene muscolari (in particolare le fasce paravertebrali di tutto il rachide, cervicali comprese) in un contesto ciclico di coordinazione indotta.

Importanti studi di neurologia hanno evidenziato come l’utilizzo attivo e consapevole degli arti superiori evochi immediati ed involontari riflessi di movimento su quelli inferiori, e come ciò sia in grado di riorganizzarne coordinazione e coinvolgimento per una maggior condivisione di impiego, più funzionale alla mantenibilità nel tempo.
Inoltre, la tecnica specifica che viene proposta per un’attività fisica pur limitata nel tempo induce rapidamente la ri-scoperta di alternative motorie perdute, lasciate sul terreno di una vita frenetica e stressante, finalizzata alla produttività, nella quale il nostro corpo diventa un ulteriore strumento.

La bassa frequenza cardiaca e l’aumento del numero di muscoli attivi interessati è particolarmente indicata per lo sfruttamento di alte percentuali di acidi grassi a scopo energetico, mentre la minima traumaticità complessiva permette periodi di attività decisamente superiori a qualsiasi altro movimento ciclico-simmetrico.

Queste caratteristiche rendono il Nordic Walking un’ottima base per un recupero del cammino dopo problematiche ortopediche e neurologiche come anche percorso fisico/sportivo destinato all’interpretazione ludica della finalità prima della macchina umana: lo spostamento in condizione bipede-eretta. L’unico movimento veramente irrinunciabile.


Chi è Alessandro Pezzatini

Ambito Professionale:
Diploma Istituto Superiore Educazione Fisica, Firenze – Specializzazione in Chinesiologia, Università di Chieti – Specializzazione in Chinesiologia Rieducativa. Università di Chieti – Laurea in Scienze dell’Educazione Motoria, Università di Chieti – Membro dell’Unione Nazionale Chinesiologi (U.N.C.) dal 1995 – Co-fondatore del “Centro studi per la Marcia e per gli Sport” di Saluzzo (CN) – Specialista della deambulazione

Ambito Sportivo:
Atleta agonista della Federazione di Atletica Leggera dal 1973 al 1994 per la specialità della Marcia Atletica – Campione e primatista Italiano – Campione del Mondo 1981 – Assistente Tecnico F.I.D.A.L. – Medaglia d’Oro al Valor Atletico per alti meriti sportivi (1983) – 32 presenze nella Nazionale Italiana Assoluta di Atletica Leggera dal 1978 al 1988



    2 Commenti

  • Alessandro scrive:

    Oltre che complimentarmi per la bellezza di questo “sito-blog” da me frequentato quasi periodicamente; come Neo Basic Istructor condivido pienamente l’articolo di Alessandro Pezzatini,molto bello e “molto tecnico”, aggiungendo anche che (per mia esperienza personale di tutti i giorni) la disciplina (cosi mi piace chiamarla) del Nordic Walking; se eseguita correttamente e con una certa continuita’ nel tempo, porta ad ottimi benifici a livello posturale anche nella vita di tutti giorni, specialmente verso tutte quelle persone(come me ad esempio) che trascorrono delle intere giornate davanti al video terminale; strumento di lavoro ormai insostituibile nella odierna societa’ “evoluta” ma terribile nemico per l’intero apparato locomotore (schiena, braccia,gambe).
    Alessandro Martinelli

Nordic Walking Time su Facebook

Le nostre foto su Flickr

    DSCN0928DSCN0898DSCN0862DSCN0806DSCN0779DSCN0768DSCN0813DSCN0751DSCN0746DSCN0728DSC_0672DSCN0693DSCN0678DSC_0735DSCN0658DSC_0700DSCN0605DSC_0667DSC_0737DSC_0663