Esclusiva: “la vera storia del Nordic Walking” intervista a Marko Kantaneva l’inventore del nordic walking
Curiosità, News, Personaggi — scritto da Fabio Moretti il 15 gennaio 2009
Oggi vogliamo presentarvi una vera chicca che noi di Nordic Walking Time siamo riusciti ad avere in esclusiva. Marko Kantaneva, la persona che ha ideato e sviluppato per primo l’attività del nordic walking, ci racconta la vera storia della nascita di questa magnifica disciplina. Quella reale e non quella che velocemente e (a volte volutamente) in modo parziale è stata raccontata fino ad oggi!
Godetevi l’intervista!
Marko quali sono le origini del nordic Walking?
Inizialmente una sorta di Nordic Walking era praticato soltanto dagli sciatori di sci di fondo, in quanto era l’attività sportiva che gli permetteva di simulare al meglio le tecniche dello sci di fondo. I fondisti hanno usato quindi il nordic walking come una forma di allenamento estivo, passeggiavano e correvano per lungo tempo nelle foreste, su sentieri, su piste e nei pantani per lo meno dal 1930. I fondisti preferivano al nome Nordic pole walking quello di “Ski walking”, nome che meglio si adattava alle tecniche usate da questi sciatori. La tecnica degli sciatori è molto più dinamica ed aggressiva di quella che usano coloro che praticano il Nordic Pole walking come forma di allenamento. Lo Ski walking è più simile ad una camminata sportiva con i bastoncini. Il camminare con i bastoncini, quindi, è stato praticato da sempre da un gran numero di persone e per un gran numero di ragioni e situazioni diverse come il trekking. Le istituzioni sanitarie di tutto il mondo hanno usato alcune forme di nordic pole walking a supporto delle loro procedure nei trattamenti.
Come si è arrivati al Nordic Walking moderno?
Il Nordic pole walking nella sua forma attuale ha iniziato la sua strada su e giù per il mondo partendo dalla Finlandia nella primavera del 1997. Io avevo già sviluppato diversi esercizi di Nordic Pole Walking per corsi di gruppo durante i miei studi ed il mio lavoro presso il Finnish Sports Insititute a Vierumäki, in Finlandia dal 1994 al 1997. Il nordic pole walking è stata una parte della mia tesi di laurea (1996-1997). E pensare che a quel tempo questa attività fisica proprio non esisteva! Questo fatto era noto anche al mio esimio professor Risto Virtanen il quale venne contattato dal direttore generale del Suomen Latu (The Central Association for Recreational Sports and Outdoor Activities) Mr. Jantunen che chiese a Risto di scrivere un articolo su questa secondo lui “pazza attività” e di fornire qualche foto che mostrasse la tecnica di questa camminata con i bastoncini. Risto gli rispose che a causa dei sui impegni impellenti non era in grado di aiutarlo, ma che conosceva qualcuno che sarebbe stato assolutamente in grado di gestire la sua richiesta.
E a quel punto cosa successe?
Successivamente ricevetti il contatto da Risto Virtanen e contattai Mr. Jantunen presentandomi. Mi informai su quali sarebbero dovuti essere i contenuti dell’articolo. “Sei pagine” disse lui e così iniziò il progetto scritto. Come compenso per quel lavoro ci accordammo, in base alle tariffe delle borse di studio, per 1000 Marchi finlandesi ( 170 €) del tempo con i quali mi pagai parte degli studi. Il testo lo completai velocemente perchè avevo già studiato l’argomento in relazione all’Istruzione di educazione fisica del Finnish Sports Institute, come anche durante il corso di completamento della mia tesi di laurea da insegnante di educazione fisica.
Subito dopo aver spedito il testo ricevetti un feedback da Mr. JAntunen. “Grazie per il testo. Sarebbe disponibile per organizzare un foto-reportage a Vierumäki? Io le procurerò alcuni bastoncini dalla Exel, che potrebbe utilizzare per il servizio”. Ci accordammo per il giorno e per il luogo delle riprese che fu presso il Finnish Sports Institute a Vierumäki. Le foto furono fatte in base alle linee guida che avevo suggerito nella nostra riunione ai membri del Suomen Latu. Dopo la sessione fotografica andammo a prendere un caffè insieme al product manager della Exel Oyj del tempo Taisto Manninen.
E fu proprio da quel caffè che parti tutto?
Si, da quel momento insieme a Taisto iniziammo entusiasticamente a disegnare il primo vero bastoncino da Nordic Walking. Il puntale fu oggetto di un preciso lavoro di design. Per me questo era l’elemento particolare necessario e assolutamente cruciale per il bastoncino da nordic pole walking. Avevo una quantità di ricordi sgradevoli di lunghe escursioni durante i miei anni di sciatore, quando il mio progredire era spesso ostacolato da rami o pezzi di corteccia infilzati dal bastoncino. Nella mia mente questa problematica doveva essere prevista in un prodotto futuro. La punta doveva essere smussata ma sufficientemente tagliente da afferrare saldamente addirittura su sentieri sabbiosi. A quel tempo davo per scontato che i bastoncini da Nordic pole walking erano solo per terreni boscosi. Come mi sbagliavo! In aggiunta alla punta volli ridurre la dimensione del puntale perché il puntale largo adatto in inverno, spesso si incastra nei rovi e sui prati. Volevo assicurarmi che anche questo dettaglio non disturbasse il cammino del Nordic walker su percorsi stretti attraverso le foreste. Queste annotazioni conclusero il nostro primo “product development meeting” della storia del Nordic Pole Walking. Nella stessa occasione, quando stavo per partire da Vierumäki, Taisto Manninen mi lasciò qualche bastoncino da testare. Il mio compito era quello di determinare le tre misure base del bastoncino. Ricordo che a quei tempi il nordic walking non esisteva affatto e noi dubitavamo fortemente che i commercianti di articoli sportivi sarebbero stati pronti a inserire un nuovo prodotto con una grande gamma di versioni da poter scegliere.
Una volta ripartito cosa successe?
Qualche giorno dopo il nostro incontro, Taisto mi contattò nuovamente dicendomi che i disegni dei puntali dei bastoncini da Nordic walking erano pronti, così ci accordammo per un altro incontro e studiammo i disegni durante un coffee break alla mensa Kaskela del Finnish Sports Institute. I disegni erano abbastanza soddisfacenti e riproducevano abbastanza fedelmente il design che era stato creato alcuni giorni prima. Riuscii a convincere Taisto che ne sarebbe valsa la pena fare un tale investimento e che il prodotto stesso era buono. Alla fine dell’incontro ci stringemmo la mano e Taisto mi ricordò ancora una volta di studiare misure alternative dei bastoncini.
Alcune settimane più tardi il mio cellulare squillò nel bel mezzo della mia pausa caffè di metà mattinata. Il display diceva TAISTO EXEL. – “Sono Taisto dall’Exel, ciao, ho ricevuto il testo che hai scritto per la newsletter promozionale, grazie, ma hai già completato la tavola delle misure? Questa è l’unica cosa per avviare la commercializzazione di questo sport”. Io non ricordavo affatto questa cosa. Comunque risposi: “solo un minuto, mi trovo in un posto scomodo ora, posso richiamare tra un momento?” Così ci salutammo ed io immediatamente uscii fuori del capannone che si trovava nel cortile di casa mia. Presi un po’ di bastoncini che mi aveva lasciato Taisto. Mi guardai intorno e notai il mio vicino Mr. Pekka Nakari che stava nel cortile e guardava giocare i suoi bambini. Prima domandai a Pekka se aveva un momento. Lui infatti aveva tempo, e così due uomini, entrambi alti 190 cm, partirono per il mio primo test dei bastoncini da nordic pole walking. Noi camminammo un poco e poi discutemmo sulle nostre reazioni al nordic pole walking. Io annotai come un registratore e trascrissi i risultati. Avevo un punto di partenza chiaro per determinare la lunghezza dei bastoncini. Il bastoncino doveva essere più corto di quello da fondo o dei bastoncini da allenamento su pista che usavano gli sciatori. Quest’ipotesi relativa alla lunghezza del bastoncino derivava da un’esperienza già acquisita nel corso delle lezioni di nordic pole walking che avevo dato.
Marko, come sei riuscito a determinare la lunghezza esatta dei bastoncini da utilizzare?
Dopo che avevamo completato il nostro test sul campo, tornai a casa e mi sedetti al computer. Preparai un grafico basato sull’altezza dei walkers da 1,5 m fino a 2 m. I bastoncini a mia disposizione avevano tre differenti lunghezze. Io le determinai a 120, 125 e 130 cm. La varietà su cui si era basato il nostro test è ancora in uso per determinare il bastoncino da nordic walking.
Comunque non ho avuto il tempo e il modo di percepire l’importanza del compito che mi era stato dato da svolgere quel giorno d’inizio estate. Più tardi si tennero anche discussioni divertenti sulla giusta dimensione dei bastoncini da nordic walking. Occasionalmente discussi su questo argomento – anche in modo leggermente maligno – quando qualcuno trovava la visione assoluta della dimensione esatta facendo riferimento alla tavola di selezione dei bastoncini. Allora io chiedevo la ragione che stava dietro le loro convinzioni e restavo spesso stupito dal modo fanatico con il quale la gente motivava la propria posizione in termini scientifici.
Sviluppando questa gamma di misure mi sono convinto che compiere una cosa funzionale e pratica in questo mondo non è troppo difficile, a patto che la gente abbia una chiara visione su ciò che sta cercando.
Quando sei riuscito ad avere in mano il primo vero bastoncino da nordic walking?
Nell’estate inoltrata del 1997, Exel Oyj realizzo finalmente il suo primo bastoncino da walking che chiamò “Nordic Pole Walker”. Io sono stato uno dei primi a ricevere da Taisto il proprio Kit per il mio uso personale. Exel aveva basato il suo primo vero materiale di marketing sull’articolo che io avevo scritto per la Suomen Latu. Inoltre la Suomen Latu aveva organizzato diversi eventi notturni per promuovere l’attività fisica in Finlandia e io feci la mia parte di lavoro attraverso il Finnish Sports Institute.
A questo punto possiamo dire che stava partendo il movimento del nordic walking?
Fu proprio così e nell’autunno del 1997 tenni anche qualche lezione di formazione o piuttosto eventi informativi per i primi veri istruttori di nordic walking.
Il primo inverno già mostrava i segni del nordic pole walking che diveniva attività fisica per tutto l’anno. Per l’intera stagione invernale 1997 – 1998 io ed un certo numero di istruttori tenevamo quotidianamente corsi di nordic pole walking. Questo fu quando si scoprì che le persone desideravano praticare il nordic pole walking non solo tutto l’anno ma anche uscendo dalla loro porta di casa.
Quali furono gli step successivi dello sviluppo a cui partecipasti?
Il passo successivo nel processo di sviluppo del prodotto Exel Oyj fu di creare un pad per l’asfalto. Una protezione di gomma da apporre al puntale del bastoncino che rendeva possibile praticare il nordic walking in città su strade asfaltate.
Inoltre aprimmo gli occhi sul fatto che il nordic pole walking poteva essere praticato in ogni angolo del mondo, in qualsiasi luogo e a qualsiasi ora, perché non dipendeva dalle condizioni atmosferiche, periodo dell’anno o circostanze.
A quel punto Exel iniziò a studiare questo aspetto ed inizialmente, rivolse lo sguardo ai mercati europei, primo fra tutti alla Germania.
Questo periodo cambiò anche la tua vita professionale se non sbaglio?
In quel periodo fu pubblicato il mio primo grande articolo di promozione dello sport per la rubrica intitolata “Next step” che scrissi a quel tempo per la rivista finlandese Seura. Il 1998 divenne l’anno boom per il Nordic pole walking in Finlandia. Il numero degli entusiasti saltò da quasi zero a più di cento mila persone che praticavano il Nordic pole walking almeno una volta a settimana. Il 1998 mi insegnò personalmente molto sul nordic pole walking e io lo insegnai a mia volta. In quel periodo lavoravo con il Nordic pole walking tutto il giorno e sette giorni su sette sia all’Istituto che fuori. Stavo sviluppando dei nuovi metodi e sistemi per insegnare alla gente in modo che potessero apprendere facilmente e velocemente i segreti del nordic pole walking in un giorno. Lo sport infatti si diffuse molto velocemente nel paese e fu un continuo oggetto dei media.
La sessione di formazione basata sul principio “tutto per niente” così come il completamento del libro di formazione intitolato From Nordic Pole Walking to Pole Sports (Dal nordic walking allo sport con i bastoncini), fu un compito impegnativo in quanto dovetti inventare ogni cosa da zero. Questo periodo mi servì per porre le linee guida per lo sviluppo dell’attività fisica. Una brochure Sauvakävelystä sauvaliikuntaan (From Nordic Pole Walking to Pole Sports), pubblicata a mie spese fu completata nella primavera del 1999. Con l’intenzione di raggiungere altri scopi il libro fu venduto e pubblicizzato in modo entusiastico. Il libro fu anche usato come testo per la formazione e per un video sul nordic pole walking realizzato dalla Suomen Latu Organization.
Il lavoro svolto per la promozione del nordic pole walking produsse grandi risultati e aiutò a stabilire contatti con la casa editrice Gummerus. Fin dall’inizio, al nostro primo incontro nell’ufficio di Gummerus Oy noi decidemmo con il capo redazione Risto Väisänen di preparare un libro specifico sull’allenamento con i bastoncini e sul Nordic Pole Walking.
Attraverso numerosi progetti di cooperazione nell’ambito del Nordic Pole Walking e del Nordic blanding (pattinaggio in linea con i bastoncini) il mio buon contatto con Exel Oyj divenne ancora più forte. Successivamente, nel tardo autunno 1999 scrissi e misi insieme un pacchetto di materiale formativo sul Nordic blanding per Exel e per il Finnish K2 Skate College. Ogni cosa appariva possibile per dare maggiore popolarità al Nordic Pole Walking. Nessuno rimase indifferente e si vedevano diversi tipi di persone che camminavano con i bastoncini. Infatti, uno dei commenti più seri fu: “E’ possibile anche nuotare con i bastoncini?”
A quel punto cosa accadde?
Nella primavera del 2000 fu fondata L’INWA (International Nordic Walking Association) e il manager marketing dell’Exel Oyj, Aki Karihtala, mi invitò ad essere un membro fondatore come pure ad essere nel consiglio di amministrazione ed anche un Master Trainer dell’organizzazione. Successivamente stabilii una relazione di lavoro con Exel e così iniziai ad entrare anche nel settore commerciale come manager del prodotto bastoncini per Exel Oyj, una posizione che successivamente venne cambiata in manager della linea di prodotto. Io mi trovai in una situazione splendida perché ero in grado di avere un impatto nello sviluppo dell’attività fisica in ogni suo singolo aspetto. Per usare un eufemismo: ne ero entusiasta.
Nel frattempo però il movimento stava crescendo esponenzialmente?
Si esattamente, infatti il Nordic pole walking si era sviluppato fino ad arrivare nel 2000 a quasi mezzo milione di finlandesi che lo praticavano! Date le circostanze fu un grande piacere pubblicare nel 2001 il primo libro al mondo sul Nordic pole walking così come prendermi cura dell’alta qualità dei prodotti per gli appassionati di questa attività fisica.
Nel 2001 e 2002, impiegai molto del mio tempo per apprendere il mio nuovo incarico all’Exel Oyj e viaggiai molto per la Finlandia e nel resto del mondo per partecipare a veri eventi di formazione sul nordic pole walking organizzati dall’INWA. Le attività dell’INWA furono in continua evoluzione e nell’agosto del 2002 c’erano già circa 30 master trainer per il mondo. I risultati di questo lavoro iniziò ad emergere anche a livello internazionale.
Inoltre un numero di produttori di attrezzature sportive avevano iniziato ad investire nel mercato. Il Nordic Pole Walking aveva ottenuto un settore commerciale veramente significativo.
Il 2003 fu l’anno della crescita visibile su scala internazionale del Nordic Pole Walking. Il numero dei master trainer INWA si duplicò nella primavera del 2003, raggiungendo circa il numero di 60 formatori. Nel 2003 la maggior parte del mio tempo fu impiegata nel dare informazioni sul nordic pole walking. I partecipanti ai tour formativi venivavo dalla Germania, Austria, Italia, Norvegia, Lussemburgo, Estonia, USA, Islanda, Olanda Inghilterra, Danimarca, Slovenia e Croazia. Così fui totalmente impegnato a viaggiare.
Ogni evento di formazione in cui si coinvolgono professionisti dell’educazione fisica di alto livello è estremamente stimolante e molto educativo per ogni trainer. Grazie alle discussioni e ai contatti con le diverse culture, e grazie a questi eventi, sono uscite fuori molte prospettive nuove.
Allo stesso tempo, comunque, bisogna ammettere che le basi del nordic pole walking non sono cambiate dal 1997. In quei giorni, una persona che camminava con i bastoncini e con fare allegro, doveva vergognarsi e nascondersi nelle foreste. Oggi, i sondaggi ci dicono che nel 2007 solo in Finlandia ci sono 1,5 milioni di appassionati del Nordic Pole walking. Dato che la popolazione della Finlandia è di 5,2 milioni, ciò significa più del 20% dei Finlandesi pratica regolarmente il Nordic Pole Walking per lo meno una volta alla settimana!
Fonti diverse stimano che attualmente ci sono circa 8 milioni di praticanti del Nordic pole walking nel mondo!
Quando il nordic pole walking incominciò a muovere I primi passi, in Finlandia lo chiamarono “dementia walking” perché la gente pensava che chi lo praticava aveva dimenticato gli sci a casa. Successivamente, il nordic pole walking fu considerato chiaramente una sciocca assurdità. Oggi questa “follia selvaggia” ha catturato la Finlandia e si espande uniformante per tutto il mondo dove è praticato da moltissime persone in cerca di un movimento benefico e salutare.
Marko come mai hai deciso di lasciare la Finlandia e il tuo lavoro li?
Purtroppo vedevo che lo stress commerciale che stava nascendo dietro al nordic walking iniziava ad andare oltre i miei intenti iniziali e non rientrava più nel mio modo di vedere lo sport e l’attività fisica e ne tantomeno lo sviluppo del nordic walking. Così alcune coincidenze mi hanno portato in Australia dove ho iniziato una nuova attività con dei nuovi compagni di avventura con i quali stiamo promuovendo il pole walking con grande entusiasmo e successo.
Abbiamo creato un nuovo brand che si chiama “Pole About” per promuovere il vero e originale nordic walking che speriamo di iniziare ad esportare anche in altri paesi. Abbiamo già aperto delle nostre strutture in Finlandia, Croazia, Estonia, Spagna, Gran Bretagna, Polonia e ovviamente Australia. E magari presto ci vedremo anche in Italia, un paese che mi affascina molto!
Allora in bocca al lupo per la tua attività e grazie per la tua intervista!
Buone passeggiate a tutti i nordic walkers italiani!
Marko Kantaneva propone oggi corsi di formazione e attività di pole walking in Australia tramite la sua nuova struttura Pole About. Potete visitare il suo sito all’indirizzo: www.poleabout.com dal quale è possibile scaricare anche il suo libro (in inglese) “Nordic Pole Walking”
Speriamo di avere la possibilità un giorno di avere Marko Kantaneva qui in Italia. Sarebbe un evento magnifico per tutti gli appassionati del nordic walking e non farebbe altro che aiutare la diffusione di questa splendida disciplina!.



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13 Commenti
Molto interessante questa Storia, uno stimolo non indifferente per continuare a diffondere la filosofia del Nordic Walking con ancora più entusiasmo di quanto abbiamo fatto finora. Sarebbe interessante conoscere la Sua didattica e metodologia(magari in italiano)…Grazie a Pino e Fabio per averci fatto conoscere le Vere Origini!
Un abbraccio, Michela
Istruttivo questo articolo.
Grazie per le informazioni che fornite a chi come me è sempre più coinvolto in questa splendida attività.
@Michela
Grazie per le tue belle parole. Finalmente, grazie alla disponibilità di MArko Kantaneva, siamo riusciti a far uscire la storia vera sulla nascita del Nordic Walking, quella che nessuno riporta sui libri e che nemmeno le Associazioni di cui ha fatto parte e dove è stato un pezzo della propria storia, riportano sulle documentazioni ufficiali.
E comunque questo sarà “un capitolo” interessante da sviluppare sempre per fare più chiarezza.
@Bruno
Grazie per i complimenti e ci auguriamo che tu possa avere tantissime soddisfazioni dalla pratica di questa magnifica disciplina!
Buongiorno, mi chiamo Giovanni Buttato.
Sto lavorando da parecchi anni ad un progetto relativo alla motricità e ho piacere di esporvi i miei dubbi in merito a ciò che pubblicizzate nel vostro sito.
Ho letto l’intervista al Sig. Kantaneva e altre informazioni precedenti da voi pubblicate… ma i documenti che ho in mano io discordano parecchio da queste affermazioni.
Voi del nordic walking time dovreste evitare di pubblicare notizie inesatte. Provate semplicemente a visitare il sito finlandese dedicato al sig. Suomen Latu (http://suomenlatu.fi/)la persona che negli anni ‘60 affidò a più studenti (fra i quali Kantaneva) di programmare alcuni esercizi relativi a questa attività.
Il solo fatto che si parli di “anni ‘60″ e di “più persone” dovrebbe farvi evitare di scrivere frasi tipo «…inventore indiscusso…» o «…scuola di…».
Ho letto più fonti relative alle varie tecniche sviluppate nel corso degli anni (tedesca, americana, ecc.).
Trovo che le vostre dichiarazioni siano molto boriose e prive di umiltà. La mia idea è quella che vogliate guadagnare denaro, piuttosto che FAR guadagnare salute.
Il sito dell’INWA (in inglese) o dell’ANWI (in italiano) o di Suomen Latu (in finlandese), per esempio, anche se più essenziali del vostro, spiegano in maniera più obiettiva la nascita della camminata nordica evitando falsità del tipo che la vostra è un’esclusiva oppure è una novità inventata da qualcuno.
Io stesso ho fra le mani documenti di quarant’anni fa, copiati dall’originale, dove si parla già del Nordic Walking e della funzione che il Sig. Kantaneva ha avuto!
Spero che questa lettera non verrà cestinata oppure censurata. Tra l’altro l’ho pubblicata anche nel mio Blog e nel sito dell’università nella quale insegno.
Vorrei che anche altre persone leggessero le mie perplessità.
Il nordic walking deve avere come obiettivo la salute e non la vendita di libri o di corsi.
Cosa mi risponderete?
Grazie e buon lavoro.
Giovanni Buttato
Gent.mo Giovanni
le sue perplessità hanno sicuramente fondatezza nel momento in cui non è definito esattamente cosa si intende per nordic walking ma si scambia quest’ultimo per camminata con bastoncini!
Come ben saprà, già dagli anni trenta i fondisiti finlandesi utilizzavano i bastoncini per i propri allenamenti a secco e negli anni 40 anche in Italia i nostri azzurri (Franco Nones in testa) li utilizzavano allo stesso modo.
Quello che lei riporta come conoscenza storica e cioè l’attività del Sig. Suomen Latu negli anni 60 si riferisce alla pratica della semplice camminata con i bastoncini.
Lei che opera nel settoere universitario puà tranquillamente fare una ricerca sulla bibliografia scientifica tramite PubMed e verificare che tutto quello che esiste a livello di ricerca prima della fine degli anni 90 riguarda solamente il walking senza nessuna tecnica specifica nell’utilizzo dei bastoncini.
In realtà il primo approccio di un’attività con i bastoncini legata all’aspetto prettamente fitness lo si vide già negli anni 80 grazie all’americano Tom Rutlin ed al suo metodo Exterside pur se con una tecnica alquanto grossolana e bastoncini simili a quelli da trekking.
Solo nel 96, due studenti finlandesi (uno dei quali MArko Kantaneva) iniziarono a sviluppare nella loro tesi di laurea alcuni studi legati all’utilizzo del bastoncino con una tecnica appropriata e con un attrezzo studiato attentamente anche nelle misure. Tant’è che il direttore della Suomen Latu (Mr. Jantunen) chiese al suo colega prof. Risto Virtanen di presentargli quegli studi fatti dal suo allora allievo KAntaneva.
Da li Jantunen, sicuro che quegli studi fossero validi, mise in contatto Kantaneva con il presidente della Exel per realizzare un primo prototipo di bastoncino. E da quel momento si iniziò a sviluppare tutto quel movimento che oggi viene chiamato Nordic Walking che a differenza della semplice camminata con i bastoncini ha un movimento ed una tecnica studiata ed analizzata attentamente che va a curare diversi aspetti della deambulazione.
Come sa da li a poco, nel 2000, fu creata una struttura l’INWA che aveva come compito di promuovere e sviluppare il nordic walking e MArko Kantaneva era il responsabile della formazione e dello sviluppo dell’attività Fu anche colui che svilupando un percorso formativo professionale iniziò a formare i primi istruttori in giro per l’Europa.
Gli aspetti commerciali di cui lei “ci accusa” sono quelli che hanno autorizzato l’INWA (controllata dalla Exel) ad eliminare dalla storia del nordic walking il nome di Marko Kantaneva. Così quello che lei definisce un modo più obbiettivo di raccontare i fatti da parte di INWA (e ANWI) secondo noi sono solo un modo di nascondere la verità e accaparrarsi i diritti su qualcosa che non gli appartiene.
Lei sa che l’INWA diffonde il fatto che il Nordic Walking sia di sua proprietà (coa assolutamente falsa e verificabile all’uffiio europeo dei marchi e brevetti!) e che non può essere usato da nessun altro. Addirittura in Italia l’ANWI ha cercato di far cambiare nome a degli eventi perchè il marchio “Nordic Walking” non si sarebbe potuto utilizzare senza la loro autorizzazione. Quindi secondo lei chi è che vuole trarne profitto o come dice lei “guadagnare denaro” da questa situazione?
Sicuramente non noi, glielo posso garantire. Noi abbiamo sempre lottato, e chi ci conosce personalmente lo sa, per promuovere il nordic walking come una disciplina di benessere da praticare e promuovere con passione cercando di slegarla da tutti quegli aspetti commerciali che ci girano intorno.
Inoltre abbiamo parlato proprio l’altro ieri con MArko Kantaneva all’ISPO di Monaco e ci ha spiegato proprio che il suo abbandono dell’INWA è stata proprio dovuto alla troppa pressione a livello commerciale che stava ricevendo dalla Exel a discapito dello sviluppo dell’attività e ci ha anche parlato anche di altre cosette non proprio “eticamente corrette”. Inoltre lei ha mai provato a cercare l’Head Office dell’INWA? Beh allora ci provi e ci faccia sapere l’indirizzo dove si trova?
E’ ovvio che loro puntano a nascondere tutti questi aspetti per non perdere in credibilità e in immagine però a volte è sempre bene sentire varie campane prima di credere a qualcosa ciecamente o accusare qualcuno di scrivere cose con “poca obbiettività” come avremmo fatto noi!
Per chiudere, caro Sig. Giovanni, ci farebbe proprio piacere ricevere una copia di quei documenti di 40 anni fa di cui lei ci dice di essere in possesso dove si parla già del nordic walking e di Marko Kantaneva (che allora probabilmente aveva 2 o 3 anni!).
Avremmo il piacere di pubblicarli sul sito perchè noi non vogliamo nascondere la verità a nessuno, e anzi, come abbiamo fatto con l’intervista a Kantaneva, siamo aperti a pubblicare notizie provenienti da altre fonti.
Sicuramente le falsità raccontate non sono le nostre ma qualcuno altro dovrebbe avere il coraggio di raccontare le cose come stanno veramente. Noi lo abbiamo fatto per la passione che abbiamo e che dedichiamo nella diffusione di questo sport anche in Italia. Gli altri sicuramente continueranno a non farlo
Aspettiamo presto sue notizie.
P.S. Spero che come noi abbiamo pubblicato la sua lettera, ci dia la possibilità di pubblicare sul suo blog anche la nostra risposta. Per una correttezza formale e un diritto di replica che ci è dovuto!
Egregio signor Giovanni,
innanzitutto la ringrazio per la sua email che pubblichiamo con piacere.
Prima di risponderle a riguardo di Kantaneva Le volevo precisare e avrei anche piacere che lo metta sul suo Blog come abbiamo fatto noi, che innanzitutto scrivere un libro come ho fatto io sul nordic walking comporta solo un grande impegno di tempo e di passione e le posso assicurare che il mio guadagno è stato di euro 0,90 a copia venduta, che al netto del tempo, e delle spese varie le posso assicurare che non sono rientrato nemmeno nelle spese. Per sport di nicchia come il nostro è già tanto trovare un editore che ti pubblica il libro. Ma mi è rimasta la gioia di averlo fatto ed anche per primo e di questo ne sono orgoglioso e non sarà ne Lei e nessun altro a togliermi questa soddisfazione. Se poi vogliamo parlare dell’associazione Scuola Italiana Nordic Walking, io e Fabio abbiamo solo investito denaro e tempo senza avere alcun beneficio economico e crediamo anche che ci vorrà del tempo per rientrare nelle spese. E comunque la filosofia di questa nuova Scuola è quella di creare attività e se possibile anche guadagno per tutti gli istruttori e non solo per chi organizza i corsi per istruttori come accade ora.
Con nordicwalkingtime.it ai 70.000 visitatori non abbiamo chiesto nemmeno una lira ma credo che qualche bella emozione gliela abbiamo regalata.
Detto questo, ora La invito, assieme a tutti i lettori ad andare sui siti delle varie Associazioni esistenti ed a contare nel dettaglio gli istruttori certificati ed a moltiplicarli per euro 200,00 cadauno e vediamo chi effettivamente ha divulgato il nordic walking per passione o per denaro. Forse ha sbagliato indirizzo nello scrivere. Ma questo non mi tocca, ma dal momento che Lei ci ha tirato in ballo è giusto dir le cose come stanno.
Il nostro armadio è sempre aperto a tutti perchè non abbiamo niente da nascondere.
Tornando al signor Kantaneva, che è un vero Signore, noi abbiamo riportato integralmente l’intervista che ci ha rilasciato. Come dice lei e come abbiamo sempre detto anche noi la camminata con i bastoncini esisteva fino dagli anni 30 ma il nome nordic pole walking ha incominciato ad apparire solamente nel 1997. Chi ha vissuto direttamente e con onestà fin dall’inizio la storia del moderno nordic walking non ha fatto una piega. Non si capisce perché si è sempre voluto tenere nascosta la verità ma sicuramente ci saranno degli interessi economici. Che lei poi mi citi i vari siti Web poco importa, perché sappiamo tutti che la carta si lascia scrivere come si vuole e anche le cose possono essere raccontate a proprio piacimento. Comunque sia, noi crediamo nella storia che abbiamo raccontato e continueremo a farlo, senza in alcun modo scontrarci con nessuno ma consapevoli di saperci difendere se attaccati.
A questo punto metterà anche in discussione che uno dei fondatori dell’Inwa è stato proprio Marko Kantaneva, ma allora perderemo veramente il filo del discorso e mi meraviglierei se a farlo fosse proprio Lei, persona che ritengo molto istruita.
Noi abbiamo voluto solo restituire a Cesare quel che è di Cesare.
Vede signor Giovanni, lei è mosso da una rabbia che non è la sua, Lei è un puro lo so, purtroppo montato da qualcuno ma la invito ad un incontro tra me e lei, in una camminata nordica insieme parlando a ruota libera e le assicuro che al ritorno avrà tutta un’altra ottica del nordic walking.
La verità da sempre fa male, soprattutto per chi e non mi riferisco a Lei vuol vendere qualche cosa che non è suo. Ma che vogliamo farci, la vita da sempre è fatta di buoni e di cattivi e tante volte è difficile riconoscerli. Rimango a sua disposizione anche telefonicamente al 3382994752.
La pregherei di inserire questa mia risposta nel suo Blog.
La ringrazio ricordandole che siamo solo di passaggio e le cose importanti non sono Scuola Italiana, Ani, Anwi o Kantaneva ma se veramente crediamo nel nordic walking dobbiamo esserne al di sopra e soprattutto prima di esprimere pareri ascoltare tutte le campane.
Cordialmente
(Pino Dellasega)
Egregio Signor Giovanni,ho letto quello che ha scritto sul Nordic Walking … parla di obiettivi …espone le sue idee …definisce boriosi e privi di umiltà “quelli del Nordicwalkintime”. Mi sembra un pò forte quello che afferma visto che non ha avuto modo di parlare e confrontarsi con loro. Le assicuro che quello che “loro” hanno passato a tutti noi sul Nordic Walking, è fatto di movimento,emozioni e rispetto profondo per la persona.Legga questo brano a proposito di ascoltarsi e ascoltare: “..L’ascolto(in educazione e in altri luoghi)è disciplina difficile e rigorosa perchè nega il rifiuto della certezza, suppone un diverso … poichè lega chi ascolta a chi parla in un rapporto di conoscenza reciproca, in cui i soggetti .. apprendono nello scambio.L’ascolto è un apprendimento arduo sopratutto per chi insegna, cui si è insegnato a parlare e non ad ascoltare (..) Ma se chi insegna ha percorso la strada della cura di se, ha appreso in primo luogo ad ascoltarsi e non teme di intrattenersi con se stesso o con se stessa, conosce i modi per non separare più la sua vita dal suo sapere e può comprendere nello spazio comunicativo e comune, le biografie altrui …(B. Mappelli,Cura e Educazione,in AA.VV. Il libro della cura,1999)
Cordiali saluti Carla
Caro Sig. Giovanni, sono andato a visitare il sito anwi , che non conoscevo. Devo dire che l’impressione è che le sue affermazioni siano dettate da una piccola e campanilistica logica commerciale e di primato. Non conosco Lei e nemmeno i proprietari di questo sito. Ho conosciuto la camminata coi bastoncini per motivi di salute ed è diventata la mia passione. Ovviamente fisicamente sono un altro da quando accompagno le mie passeggiate col tic toc dei bastoncini.
Leggere le cose che ha scritto Lei fa veramente male ad un appassionato. Tra le righe si coglie sicuramente , oltre ad un fine commerciale, anche una volontà politica. Penso che se un giorno ci sarà una poltrona da presidente di federazione del NW ,quella sarà sicuramente la sua.
Poco importa a noi appassionati la primogenitura di questo sport, ancora meno ci importa delle sue dispute personali.
Dalle repliche che ha avuto si legge sicuramente una trasparenza che contrasta con “dichiarazioni boriose e prive di umiltà”.
E, mi creda, quando sei in mezzo ad un bosco coi bastoncini in mano preferiresti avere come compagno di camminate una persona che non da del “borioso ” agli altri. E’ bello camminare , ma con l’acidità di stomaco diventa una pena.
Le consiglio una passeggiatina distensiva.
saluti lucio
Grazie Lucio per la tua testimonianza. Sto cercando solo di capire come il signor Giovanni Buttato e il suo seguito possano insegnare la purezza del nordic walking con la cattiveria che hanno in corpo. Ma a questo c’è una sola risposta: lavaggio del cervello da parte di qualcuno. La storia insegna che si nasce buoni e cattivi lo si diventa. Io, lei e tutti i veri appassionati del nordic walking ci portiamo a spasso per il bosco le nostre emozioni e non le invidie (Pino Dellasega)
Cari Carla e Lucio
le vostre testimoniannze non fanno altro che confermare la bontà del lavor che abbiamo fatto fino ad oggi e che continueremo a fare con la passione per il nordic walking che ci ha contraddistinti fino ad oggi.
Purtroppo credo che il nostro lavoro e la volontà di creare una struttura che intenda concretamente (e non solo a parole) promuovere in Italia il nordic walking dia fastidio a qualcuno… anzi a molti che fino ad oggi hanno voluto fare del nordic walking una propria esclusiva.
Tra l’altro mi farebbe piacere che il sig. Giovanni Buttatto rispondesse anche perchè da una ricerca che ho fatto su internet il suo nome risulta inesistente! Cosa molto strana visto che si dichiara un professore universitario e, con le tecnologie attuali, il suo nome dovrebbe perlomeno essere associato all’università in cui insegna o in qualche modo ai suoi corsi.
Aspettiamo fiducioisi.
Credo sia profondamente triste leggere nelle parole e nei commenti di altri tanta rabbia…. senza capirne il motivo reale (o forse, maggior ragione, sapendone le origini vere…)…
E’ triste per Fabio e Pino che tanto di loro, quotidianamente, ’spendono’ per il nordic e che nel nordic hanno trovato una strada per condividere e conoscere.
E’ triste per ciascuno di noi ‘walkers’ che, al di là degli indubbi vantaggi e benefici fisici, hanno trovato nel nordic pensieri e parole positive.
E’ triste per un movimento giovane e ancora di nicchia (quello del nordi appunto) che nel nostro paese sta crescendo ed evolvendo adesso e che avrebbe bisogno di sorrisi e gioia e non rabbia e aggrassività (anche se solo espressa a parole).
Ma forse è ancor più triste per il signor Giovanni che si presenta con un nome e cognome che forse non esistono (ha ragione Fabio, da internet non risulta nulla… neanche una piccola citazione, in nessuna lingua e in nessun sito…), che cita un blog del quale non mette riferimenti, che parla di dubbi (tecnici, fisici, …..???) e di boriosità, ma senza conoscere – a mio modesto parere – le persone, gli obiettivi e le esperienze, forse anche gli argomenti…
Ha ragione Pino.
Signor Giovanni (o qualunque sia il suo nome vero…. fa lo stesso), perchè non viene (ovunque lei abita, troveremo sicuramente qualche ‘nordic walkers’ nei paraggi…) a camminare con noi…
Riascolti il suo respiro, dia spazio ai suoi pensieri e sentimenti più profondi, senta i suoi passi che accompagnano la sua fatica… si riappropri di sè stesso… e lasci da parte la rabbia e il rancore!
Da qualche giorno non leggevo i commenti del sito, caspita che veemenza, che affermazioni e che accuse dal Sig Giovanni. Già dalla prima volta mi è apparso chiaro che Pino e Fabio desiderano superare le divisioni, i distinguo, le piccole differenze tecniche utili solo a chi probabilmente ne ha fatto strumento per crearsi l’associazione personalizzata e questo è dimostrato dal fatto che hanno accolto plausi da istruttori, neofiti e appassionati da ogni dove. Il loro intento di promuovere un grande movimento nazionale per il Nordic Walking è una grande iniziativa che richiede sicuramente un pari impegno, ne trarranno dei guadagni? Lo spero di tutto cuore, perchè sono certo lo reinvestiranno affinchè la neonata Scuola cresca e progredisca. Auguri dunque e avanti tutta, tutti assieme con la Scuola Italiana Nordic Walking.
un caro saluto Luciano B.