…..e la NATURA si veste a festa

News, Pensieri e Parole — scritto da il 14 ottobre 2008

ottobre-1Sono le dieci di mattina quando appoggio i bastoncini per terra e incomincio a godermi il paesaggio a  360 gradi. La Marmolada ha già indossato il mantello bianco, la Val Venegia sfoggia un vestito giallo con i suoi larici, i laghetti sotto di me invece vestono una camicia  color turchese. Ho raggiunto con i nordic walking Cima Bocche in una camminata tra i ricordi di un passato lontano. Ogni passo è segnato dai resti della Grande Guerra che in questa cima ha visto gli scontri più cruenti.

Gli occhi scrutano fra le trincee, gallerie e solo il fischio delle marmotte mi riporta di tanto in tanto alla realtà. Hanno avvistato un’aquila sopra di loro e sono in stato di allerta. Alzo gli occhi e ammiro la sua planata reale. aquilaNel suo spazio aereo è veramente bella. D’istinto apro le braccia e penso di poterlo fare anch’io come mi capita ogni tanto nei sogni.

 Sospiro e mi infilo i bastoncini ed inizio il ritorno verso valle ammirando i camosci che saltano da una roccia all’altra sotto di me.  Giro lo sguardo e sulla collinetta alla mia destra un camoscio con il suo piccolo mi sta osservando.camoscio Tranquillo penso, non sono un cacciatore, le meraviglie come te è bello osservarle libere e non appese a qualche squallido muro come trofeo. Incredibile, con giornate cosi belle e paesaggi cosi fantastici non ho incontrato nessuno.

E’ difficile tornare a casa da un posto cosi speciale. Ma il tempo passa inesorabile e per mnezzogiorno devo essere a casa e quindi a malincuore riprendo a scendere a valle passando sopra il lago di Iuribrutto e come entro nel bosco tutto si colori di tonalità che dal verde vanno al rosso, passando per il giallo. ottobre3

E’ una gioia di colori, sembra un qualche cosa di inimitabile  e non posso non pensare alla frase che appena una settimana prima avevo letto nel Pantheon a Roma dove riposa il pittore Raffaello Sanzio: “”ILLE HIC EST RAPHAEL TIMUIT QUO SOSPITE VINCE RERUM MAGNA PARENS ET MORIENT MORI – QUI GIACE RAFFAELLO, DAL QUALE, LUI VIVENTE, LA NATURA TEMETTE DI ESSERE VINTA E, LUI MORENDO, DI MORIRE ANCH’ESSA“”

Ormai la camminata giunge al termine e mentre percorro l’ultimo tratto di sentiero non posso che ringraziare il nordic walking e penso a quanti anni ho perso guardando il cronometro invece che la natura. L’importante è averlo capito in tempo e un po mi consolo.

Una lezione comunque anche oggi l’ho imparata: la natura in autunno si prepara ad andare incontro al sonno dell’inverno felice e VESTENDOSI A FESTA. Quante cose abbiamo da imparare. (Pino Dellasega)



    5 Commenti

  • Cristiana d'Auria scrive:

    …grazie,Pino!! Sei sempre così bravo a descrivere i tuoi paesaggi e, soprattutto a “metterci dentro” tutta la tua passione e i sentimenti che provi, evidentemente così FORTI…sembra quasi di essere lì con te! Un bacio e…portaci ancora a camminare con te, anche se noi siamo lontani! Ciao Cristiana

  • Letizia scrive:

    Anche a me piace molto leggere le tue descrizioni perchè sono fatte a vari livelli: descrivi il paesaggio, le tue emozioni e concludi sempre con una tua riflessione personale. Tutto in modo molto semplice, che però sa trasmettere la passione e interpretare quello che proviamo tutti camminando in montagna in questo periodo, ma che difficilmente scriviamo… Bravo Pino!

  • Mario scrive:

    Ciao Pino|
    Sei forte:la tua lettura del mondo della montagna in una delle sue vesti più spettacolari ed emozionanti riporta sempre più alla necessità di rivivere i ritmi della natura,prendendosi il tempo per godere e quasi sentire in pienezza lo scorrere del tempo,lontano dalle influenze tecnologiche che sempre più circondano il nosro vivere quotidiano e che tendenzialmente tendono ad annullare ed appiattire anche la nostra natura di uomini.Uomo,perchè corri??Sai da dove vieni??sai dove vai??
    Permettimi inoltre,visto che non ho potuto farlo di persona in precedenza,di ringraziarti per l’incontro da te organizato a Predazzo nel settembre scorso:sia le illustrazioni che gli approfondimenti dati su tematiche oltremodo attuali da parte di autorevoli relatori,sia l’immediatezza e semplicità con cui son stati proposti gli argomenti,corroborati da un’atmosfera famigliare e dalla tua autorevolezza ed entusiasmo contagioso,hanno rappresentato per me un arricchimento non solo dal punto di vista professionale ma anche e soprattutto umano.

    Complimenti ed ancora grazie!Ciao Mario

  • Pino Dellasega scrive:

    Grazie Mario, le tue parole mi fanno veramente onore. Parole che vengono da un cantore della natura quale sei te e la tua laurea in scienze forestali ne è la dimostrazione ma quello che si coglie standoti vicino è la profonda gioia che ti da il tuo lavoro e che di conseguenza riesci a farlo ed a raccontarlo con passione. Noi ci conosciamo da molti anni, dai tempi in cui ci si incontrava e ci si perdeva con carta e bussola nei boschi in giro per il mondo. Hai scritto per il mio libro il bellissimo capitolo sul bosco e non smetti mai di emozionare quando la tua voce di speacker si alza sopra i più grandi eventi quali Olimpiadi, mondiali e trofei Topolini facendo diventare anche il più semplice gesto sportivo un’avventura. Da te ho imparato molto sopratutto quando devo confrontarmi con la gente in serate o dimostrazioni e gara dopo gara, tra un ready-go ed un altro, ho sempre colto il sottile filo conduttore che fa la differenza tra un commentare una gara e raccontarla. Ma non credere di cavartela così, in quanto avrò bisogno ancora una volta di te nel raccontare la natura avvicinandosi al Cristo Pensante lungo il suo trekking. Il progetto è troppo bello e quindi avrò bisogno di un vero cantore della natura per raccontare quanto bella sia la natura in quel posto e credimi quelli che scrivono con il cuore sono pochi e te ne fai parte. Grazie ancora Mario per esserci e per essere della Valle di Fiemme. Con amicizia e stima (Pino Dellasega)
    Grazie di cuore anche a voi Cristiana e Letizia e camminare con voi sarà sempre un piacere. ciao Pino

  • Carla scrive:

    …Ecco ho letto il tuo scritto … ho immaginato di essere li in quei bellissimi posti e ho immaginato di aprire le braccia e sentire il vento che mi accarezza il viso … ho chiuso gli occhi e ho visto il contrasto dei colori autunnali e la neve sulle cime.
    Ho sognato per un attimo. Vado a lavorare portando queste emozioni ai “miei bambini”. Grazie Pino e a presto Carla.

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