BRAIN WALKING un’esperienza della mente per elevare il camminare

News, Salute — scritto da Pino Dellasega il 24 dicembre 2007

brain-walking-tramonto.jpgBrain Walking, niente paura non si tratta di una nuova associazione, ma solamente un modo nuovo di interpretare il nordic walking, trekking e camminata. Nato da un’idea di Pino DELLASEGA, fiemmese, istruttore nazionale di nordic walking e Claudio VITALI, romano, consulente di management e formatore del Team Vitali. Dal 14 dicembre 2007 BRAIN WALKING è ufficialmente un marchio registrato con tutti i diritti riservati di Copyright ©.

Pino Dellasega: “camminare nei sogni” – Quando ho capito, osservando la natura, che non ero io che la stavo guardando ma era Lei che guardava me, mi sono reso conto di aver aperto la porta di una nuova dimensione: il Brain Walking.

Già nel mio libro “Nordic Walking – Camminare con i bastoncini” Trentini Valentina Editore, avevo fatto capire che la camminata con i bastoncini non poteva fermarsi solamente al gesto atletico, che come sappiamo porta moltissimi benefici, ma che questo bello quanto semplice sport poteva avere una marcia in più rispetto a tutti gli altri. Infatti fin dalle primissime camminate ho capito che era il mezzo ideale per collegarmi con me stesso nel modo più semplice possibile. Numero di muscoli impiegati, frequenze cardiache ottimali e una splendida natura, riuscivano a farmi entrare in quella parte che chiamiamo inconscio, che tutti possediamo, ma che solo nei sogni siamo capaci di esplorare. Ricordo la prima volta che mi è capitato è stata una sensazione stranissima; non mi era mai successo in tutta la mia vita di sportivo star fuori ad allenarmi e sentirmi perfettamente nella mia mente, con tutti i benefici possibili, sensazioni e idee bellissime. Chilometri di idee che mai potevo credere fossero mie, e tutto, semplicemente camminando. Un continuo andirivieni di emozioni che una volta a casa mi sarei sicuramente ricordato. Ed invece niente, a contatto con la realtà quotidiana, i pensieri positivi come erano venuti erano andati via, senza lasciare che qualche minima traccia insufficiente a ricostruirli.

Credevo di aver sognato, ma non era così perché anche nella camminata successiva accadde e così, munito di carta e matita incominciai a scrivere quelle che poi sono state le basi del mio libro. Da allora chilometri ne ho fatti tanti e anche le idee innovative sono state molte e il solo riuscire a realizzarne alcune sarebbe un successo incredibile, almeno per me. Brain Walking e il mio nuovo progetto Il Trekking del Cristo Pensante (www.trekkingdelcristopensante.it), firmato Trentino, Parco Naturale di Paneveggio, Aziende per

la Promozione Turistica del Primiero, San Martino, Vanoi e della Valle di Fiemme,rappresentano i primi risultati di questa fantastica esperienza.trekking-foto-cimon.jpg

Poi, alla serata di presentazione del mio libro incontrai un grande personaggio, Claudio VITALI, esperto di formazione al comportamento organizzativo, romano, ed è bastato un secondo per capire che potevamo correre insieme su di una nuova dimensione del camminare: il BRAIN WALKING, come nuovo modo di confrontarsi con la natura per trarne il maggior arricchimento dai suoi messaggi; è inoltre rivolto ai manager e ai professionisti per sviluppare con la camminata idee innovative, a tutta l’area scolastica come proposta rivolta ad uno studio attivo che mette in sintonia mente e corpo, ma soprattutto è rivolto a tutti perché libera la mente e ci permette di controllare gli ormai tanti pericoli con cui ci scontriamo tutti i giorni, dominandoli e guardare con altri occhi il futuro. La creatività e le nuove idee non servono solo per avere il confronto con la realtà esterna ma devono rappresentare una sfida verso se stessi per cercare di migliorare le proprie prestazioni e avanzare verso nuovi traguardi. Benvenuti in questa nuova sconosciuta dimensione parallela che tutti abbiamo ma che pochi riescono a vedere e sintonizzarsi per trarne il massimo dei benefici. D’ora in poi cammina pensando che è la natura che ti guarda. Trova il tempo di pensare.

Claudio VITALI: “Un’esperienza della mente”

La nostra mente rimane a volte ingolfata di pensieri, problemi e preoccupazioni a cui non sempre riusciamo a dare una risposta adeguata e tempestiva.

Anzi, potremmo anche miseramente arenarci nei momenti in cui incombe la necessità di individuare la soluzione smart, ovvero geniale ed innovativa ma al tempo stesso praticabile con i (sempre scarsi) mezzi a disposizione.Claudio Vitali

Potremmo distruttivamente incagliarci fino a raggiungere quella autistica fissità che ci inchioda dietro ad una scrivania, ricercando affannosamente risposte che lo schermo di un computer non riesce più a fornire.

E a fronte di tanto accanimento la mente, dispettosa, diventa sempre più muta ed antagonista, prigioniera di un corpo rigido e contratto, incastrato tra le ergonomie degli open space.

E allora cosa fare?

Animo, animo, la soluzione c’è!!!

Il segreto è “devertere”, cambiare strada, …cambiare passo, senza più indugiare, superando l’inerzia, respingendo pudori ed ipocrisie, riconoscendo la necessità di attivare un moto di cambiamento audace, semplice e divertente al tempo stesso.

Bastoncini, scarpette, zainetto e il gioco è fatto. Avere fiducia e provare: in fondo è proprio facile rispetto alle cose complicate a cui siamo abituati. Un atto d’amore verso noi stessi e quindi verso il nostro prossimo.

È così che si cammina nordicamente, a testa alta, spingendo con le braccia che fungono da formidabile propulsore di questa fiera e marziale modalità di passeggiare.

L’azzurro del cielo, il vento pungente, il profumo dei prati, il volo degli uccelli, il verde dei boschi, la morbida terra, il fruscio delle foglie, e poi i pianori, le salite, le discese, … finalmente vivi e protagonisti nel vero open space, quello disegnato dallo scorrere delle acque, dal soffiare dei venti, dal germinare delle migliaia di forme di vita nell’eternità dell’esistenza.

A fianco ad altri uomini e donne, camminando insieme e liberando così corpo e mente, riscopriamo tutta la nostra forza ed energia vitale, senza strappi al motore, andando sempre con il ritmo di un moto continuo, naturalmente efficiente, utilizzando tutto l’apparato fisico di cui disponiamo, distribuendo equamente gli sforzi, utilizzando al meglio la nostra meravigliosa macchina umana.

Il muscolo si tende e rilascia, puntella e spinge, ondeggia e timona, in un tutto armonico in cui la mente ritrova finalmente il suo spazio ed il suo tempo vitale per generare idee e soluzioni che fiottano in modo sorprendentemente inatteso dentro di noi.

Bellissimo!!!

E poi arriva il momento di impostare e financo raffinare la tecnica che, proprio in quanto naturale, diventa oggetto di scoperta per un camminare nuovo, sofisticatamente semplice e primitivo. I bastoncini diventano il prolungamento delle nostre braccia, spingono l’andatura ed aiutano il corpo ad essere finalmente eretto e ad utilizzare efficientemente l’ossigeno che è tutt’intorno a noi, potentemente invisibile.

Una vera e propria immersione nella natura, un’affascinante esplorazione, una preziosa ed elementare esperienza in cui camminare suscita stupore e genera energia, una sorprendente occasione per scoprire quanto è facile superare i limiti e le pastoie generate dalle nostre quotidiane nevrosi, una conferma ulteriore della magica forza della natura.

Ed è così che i contorni del problema che ci bloccava la mente cominciano gradualmente a diventare più nitidi, le ansie sfumano e lievemente evaporano, soluzioni alternative e spunti creativi si affacciano generosi e ci accompagnano nel nostro incedere maestoso, quasi solenne.

Ma non siamo ancora paghi. Spingiamo ancora con le nostre braccia, dominiamo il terreno con le nostre gambe, rulliamo con i nostri piedi. Non siamo ancora paghi: potremmo continuare così per ore.

Camminare è tremendamente umano e naturale. Camminare è sorprendentemente bello e divertente, incredibilmente eccitante. Non ci eravamo mai accorti di questa possibilità. Nessun limite, semplicemente e realmente camminare, per la prima volta solo allo scopo di non rimanere fermi, di andare, di procedere leggeri e determinati verso un obiettivo che non è un traguardo esterno ma un maggior grado di consapevolezza di sé. Un’esperienza da provare. Un’esperienza della mente, ancor prima che del corpo.

È così che -non oltre il- ma a latere del Nordic Walking è nata una tecnica di formazione al comportamento organizzativo che ci pareva giusto battezzare Brain Walking, per elevare il camminare a strumento di supporto per:

  • la generazione di idee
  • l’analisi e la gestione del conflitto
  • la fluidità e l’efficacia dell’interlocuzione con le persone con le quali facciamo squadra



    8 Commenti

  • Maria Grazia scrive:

    Carissimi Pino e Claudio ciò che ha avete scritto mi ha dato una forte emozione.
    I vostri pensieri hanno espresso in modo veritiero ciò che siamo e ciò che dobbiamo assolutamente fare per riprendere in mano la nostra vita così distrutta da mondo che ci vuole sempre in prima linea, sempre attenti e vigili, facendoci dimenticare completamente la vera essenza della nostra esistenza.
    Come già sapete, grazie al Nordic Walking sono rinata e sono riuscita a mettere nuovi obiettivi e nuovi traguardi nella mia vita.
    Questi sentimenti li sto trasmettendo sia a chi come me è stato fermato dalla prova della malattia, sia a chi vive serenamente e ciò che mi ritorna da queste persone sono sempre le stesse parole: “grazie per avermi permesso di prendermi cura di me stesso”.
    Come dite voi camminare ci aiuta, ci isola e ci unisce allo stesso tempo, ci apre nuovi orizzonti ma ciò che più ci dà, è del tempo per noi stessi, la vita è un soffio e se non ci fermiamo ad ascoltarci e realizzare i nostri sogni, le nostre esigenze, rischiamo di rendere la nostra vita un’eterna corsa all’insoddisfazione.
    Mi auguro che il Nordic entri sempre più nel cuore e nella mente di molte persone affinchè siano in molti ad essere felici durante il cammino della loro vita.
    Maria Grazia

  • MAURA scrive:

    ciao Pino (tu già mi conosci), ciao Claudio,

    a volte pratico nordicw. con amici, a volte, per non dire spesso vado da sola xchè non si riesce a conciliare con gli impegni di tutti. Vi dirò che in fondo non mi dispiace xchè hai modo di “vivere” te stesso: le tue capacità di accettare la fatica di mettere in moto i muscoli, di percepire il ritmo che ti è più consono, di non confrontarti con nessuno e di ascoltare le voci della natura che ti sta attorno senza dover talvolta (nella prima mezz’ora) “avvolgere il film degli altri”.
    Quando parto, devo dire che sono estremamente concentrata sull’importanza della coordinazione di tutti i movimenti… poi diventa tutto più automatico.
    In breve arriva il momento che percepisci che ti stai velocemente allontanando da tutto ciò che quotidianamente ti pesa, ti infastidisce e ti lacera dentro. Finalmente la curva gaussiana raggiunge il suo apice: tu e le voci del tuo “mondo”. La tua attenzione ora è volta ai fruscii, ai colpi degli zoccoli di un capriolo, di un cervo o di un camoscio e ti rendi conto che sai anche ascoltare il battito d’ali di una poiana che vola sopra di te. Mi soffermo ad ascoltare il rumore che creano le formiche con il loro andari-vieni nei pressi di un enorme formicaio. Quanto lavoro fanno! Infin dei conti però loro vivono nel bosco e sentono ogni istante il profumo della resina degli abeti.
    Ora ho veramente dimenticato tutto: conflitti, controversie, discussioni, brainstormig aziendali, riunioni al vertice, orari di inizi-fine produzione… documenti da presentare, sportelli di banche ecc. Sento però che ritornerò con un altro spirito. Mi dicono al lavoro che si nota subito se sono andata a camminare.

    … sarò anche sballinata, ma c’è una cosa che mi “droga”: l’odore di foglie, muschio, corteccia e terra che percepisco negli indumenti che mi tolgo quando torno. Il bosco e le rocce rimanangono con me.
    Vorrei essere un falco per poter sfruttare le correnti ascensionali ed alzarmi in volo e remigare con le ali sino allo sfinimento. … un falco con i bastoncini s’intende!!!! Ciao Ragazzi fantastici. Maura

  • Claudia scrive:

    Ciao Pino e Claudio, Vi conosco entrambi e Ho letto con vero piacere il Vs.messaggio e non avete idea quanto sia daccordo con quanto scritto. Cammini x tanti km. senza rendertene conto, provi solo pace e desiderio di andare avanti, ogni volta che percorri anche il solito sentiero vedi un qualche cosa di nuovo, senti odori diversi, ti accorgi che sei un tutt’uno con la natura che ti circonda. Le nuvole hanno una forma diversa ogni qualvolta alzi lo sguardo e la fantasia può correre veloce. Alle volte quando i pensieri sono se non proprio neri, ma grigio fumo vado a camminare nei miei boschi che amo tanto e mi accorgo che tutto si può risolvere, e che l’umore torna alto e che se devo discutere di un argomento antipatico, camminando insieme, oltre che il pensiero anche le parole escono meno dure e il probelma si risolve senza danni, anzi. Siete dei grandi ! Claudia

  • Claudia scrive:

    Ciao Pino e Claudio, Vi conosco entrambi e Ho letto con vero piacere il Vs.messaggio e non avete idea quanto sia daccordo con quanto scritto. Cammini x tanti km. senza rendertene conto, provi solo pace e desiderio di andare avanti, ogni volta che percorri anche il solito sentiero vedi un qualche cosa di nuovo, senti odori diversi, ti accorgi che sei un tutt’uno con la natura che ti circonda. Le nuvole hanno una forma diversa ogni qualvolta alzi lo sguardo e la fantasia può correre veloce. Alle volte quando i pensieri sono se non proprio neri, ma grigio fumo vado a camminare nei miei boschi che amo tanto e mi accorgo che tutto si può risolvere, e che l’umore torna alto e che se devo discutere di un argomento antipatico, camminando insieme, oltre che il pensiero anche le parole escono meno dure e il probelma si risolve senza danni, anzi. Siete dei grandi ! Claudia

  • Daniela scrive:

    Vado su leggera, aiutata dai bastoncini che mi alleviano la fatica, mi sento bene, il respiro è regolare anche nei tratti più ripidi.
    Non mi sembra vero di non annaspare come al solito.
    Siamo saliti di fronte a casa, una corta passeggiata di un’ora e mezza verso Pelenzana, in questo bosco che conosco abbastanza bene, procedendo in nordic walking su per la strada costeggiata da cespugli di lamponi. Lo sguardo va verso le chiazze verdi alla ricerca dei frutti succosi, ma non mi fermo, è così piacevole sentirmi leggera in salita che non ho bisogno di fermarmi per prendere fiato.
    Rallento un po’ per raccogliere due lamponi che mi stavano chiamando, ma poi proseguo dritta ed elastica chiacchierando con Claudio di tante cose.
    La discesa è stata anche più bella, il sentiero si apriva nel bosco dove gli aghi dei pini negli anni hanno formato un tappeto morbido e accogliente, tanto che il piede poggiandosi su questo morbido mandava un suono di felicità.
    Dentro di me una sola parola: grazie!
    Daniela

  • Claudia scrive:

    Sono appena rientrata da una camminata con i bastoncini al chiaro di luna nella Val Venegia. Ho organizzato un’uscita con un bel numero di miei allievi divenuti poi appassionati e amanti del nordic walking. Abbiamo camminato fino alla Malga Venegia e poi su fino alla Malga Venegiota. L’ultimo tratto essendo la traccia stretta si camminava in fila indiana rapiti dallo spettacolo delle Pale di S. Martino illuminate dalla luna. A un certo punto si sentivano solo il rumore dei nostri scarponcini sulla neve fredda, è un rumore particolare che mi dà carica, e quello del bastoncino che affonda. Eravamo tutte in sintonia,e c’era un gran silenzio, ed era veramente grande anche se sembra una contraddizione. Mi sembrava di sentire i pensieri di tutti che ci roteavano attorno. E’ stata una sensazione che non avevo mai provato, così tangibile seppur misteriosa. Il ritorno è stato ugualmente bello, si entrava ed usciva dalle ombre degli alberi, la neve brillava al chiarore della luna e mi sentivo in pace con me stessa felice di far provare queste mie emozioni a tutti i miei compagni,ci sentivamo un tutt’uno con la natura. Al termine della camminata erano tutti felici. Ho raggruppato persone di tutte le età, dai 30 anni in su senza distinzione e con un interesse comune a tutti: camminare per il gusto di stare assieme e godere di tutto quello che la natura ci può dare. Per questo a Claudio e Pino lancio questa nuova prospettiva del Brain Walking al chiaro di luna. E’ veramente valido. Ciao Claudia

  • Francesco D'Angiolillo scrive:

    Ciao Pino e Claudio, vorrei esprimere il mio sentire in merito al benvenuto Brain Walking, generato da una vostra idea, ma, sperimentato anche dal sottoscritto.
    Una studiosa americana, Rebecca Salnit, in un saggio dal titolo Wanderlust, ove tratta la storia del camminare, ci ricorda che questo atto è diventato ormai una forma d’arte che potrebbe essere accolta nei musei. In questo suo interessante saggio di 325 pagine , ricche di dati e riferimenti , la Salmit, capace di osservare il mondo partendo dai piedi, utilizza una metafora che potrebbe interessare particolarmente noi italiani: ricorda che le folle dovrebbero prendere una direzione verso qualcosa e non girare su se stesse, facendo quello che comunemente si chiama girotondo. Ciò sarebbe una speranza per il camminare( con i bastoncini, chiaramente)e offrirebbe un futuro meno preoccupante alla nostra società. La studiosa americana ritiene, inoltre, che le palestre, i computers e le macchine , siano la causa del declino del camminare e abbiano trasformato l’uomo in una sorta di ” Sisifo Aerobico”, che non ha più tempo di camminare, quindi di MEDITARE e RIFLETTERE.
    Le sue ricerche mettono in evidenza il danno fisico e soprattutto quello CULTURALE.
    Gli esempi, a tal proposito, si sprecano.
    E’noto che ci fu una scuola filosofica greca vicina ad Aristotele, i peripatici, che prese il nome dal fatto che le dispute venivano fatte camminando.
    Il grande scrittore Dickens sapeva camminare ” in modo onnico” (così disse di lui Chesterton) trasformando la strada in un infinito spettacolo di variazioni; in un flusso in cui è salutare per la mente abbandonarsi.
    Paul Klee diceva che, a proposito del disegno, occorre” far fare una passeggiata a una linea”. Del resto, soltanto i paesaggi si trasformano in quadri e poi si fissano nella nostra memoria. L’ atto del camminare, insomma, aiuta all’aspirazione artistica, all’intuizione,alla salute.
    Ma il camminare offre, ancor di più, così come tu sveli, Pino, e così come mi anticipasti, attraverso il tuo progetto del ” Cristo Pensante” ,un nuovo modo per avvicinare il gesto atletico al mistico e al sacro.
    Non a caso, il mio percorso preferito, di circa 28 Km., parte da una chiesetta affacciata sul mare e raggiunge un piccolo santuario a circa 800 metri di altitudine. Arrivare in cima,con lo sguardo verso quella meta ambita, come in un pellegrinaggio, rappresenta per me un percorso da affronatare con le gambe, ma soprattutto con la mente e la tacita preghiera. Sostare sotto la grande croce di un meraviglioso Cristo, lassù, mi conforta e rende ancora più importante lo sforzo fisico prodotto, per toccare, così mi sembra, “con un dito il cielo”.
    E’ proprio allora che con la preghiera e la meditazione, in quel luogo ameno, mi sento più vicino a Dio.

    Grazie , ancora , Pino, per aver elevato il Nordic Walking, a una pratica sportiva nobile, utile a ritrovare la forma fisica, ma anche e soprattutto la nostra dimensione umana e cristiana.

    Un caro saluto Franco D’Angiolillo

  • Malve scrive:

    Molto interessante, nella sua semplicità!

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