Anche il Nordic Walking ha definito le sue “regole sportive”

Curiosità, Eventi e Manifestazioni, News — scritto da Fabio Moretti il 2 ottobre 2008

dscn36491Tutti noi che amiamo il nordic Walking sicuramente non abbiamo mai visto questa attività come una disciplina sportiva ma bensi un movimento salutare per migliorare il proprio benessere, il proprio stato di forma e per camminare in compagnia.
Sempre più spesso però si sta inserendo, a livello promozionale ma non solo, il nordic walking all’interno di manifestazioni sportive come maratone o gare di corsa su varie distanze. Per cui i più “sportivi” si iniziano a cimentare anche in sfide contro il tempo e contro altri nordic walkers.

Fino ad oggi, in queste occasioni, si è usato il buon senso dei partecipanti per un corretto utilizzo dei bastoncini durante la competizione ma proprio in questi ultimi giorni si è andato a definire un vero e proprio regolamento che va a determinare le linee guida relative all’utilizzo del bastoncino soprattutto per ciò che riguarda l’aspetto sicurezza.

Infatti, in occasione della maratona di Portland (USA), che si svolgerà il 5 ottobre, è stata inserita anche la prova di Nordic Walking e il comitato organizzatore ha chiesto a due esperti istruttori di nordic walking di collaborare per preparare un regolamento ufficiale per la manifestazione. Così i due inglesi David Owner e il suo collega Malcom Jarvis, hanno deciso di sfruttae la più grande community on line di nordic walkers al mondo (http://nordicwalkingecommunity.com) per sviluppare queste regole.

Dopo diverse settimane di lavoro sono state definite le regole che un nordic walkers deve rispettare durante una manifestazione che sono suddivise in Linee Guida, regole di sicurezza e principi comportamentali.

Eccole di seguito tradotte in italiano:

Regole di Sicurezza e Principi comportamentali del Nordic Walking

  1. Mostrare attenzione verso i propri concorrenti e agire come ambasciatore per il Nordic Walking
  2. I bastoncini dovrebbero avere montati gli appositi pad di gomma per l’asfalto e bisognerebbe averne con se una coppia di ricambio. (questo per evitare di recare tagli o lesioni e per aiutare a camminare su superfici dure)
  3. Ricordarsi di tenere i bastoncini sempre puntati verso il basso
  4. Salvo che in casi di memergenza, non lasciare mai i propri bastoncini in terra durante l’evento
  5. Nel caso ci fosse necessità di cambiare i gommini da asfalto, per favore spostarsi in una zona esterna alla corsa e fare grande attenzione quando si maneggia il bastoncino.
  6. Quando si tengono in mano bevande o cibo per rifocillarsi, sganciare un bastoncino facendo attenzione a tenerlo vicino al corpo
  7. Si possono utilizzare bastoncini di ogni tipo o marca purchè  adatti allo scopo a possono essere sia allungabili che a lunghezza fissa. Bastoncini realizzati in proprio potrebbero non essere sicuri o efficaci e comunque non sono ammessi

Linee Guida

  1. WALKING. Questa categoria di partecipanti e principalmente una categoria di camminatori così ognuno è obbligato a tenere un piede sempre in contatto con il terreno (questo per prevenire ovviamente la corsa)
  2. WALKING. Per questa categoria non è consentito l’uso di pattini o rolle blade come nel Nordic Blade
  3. BASTONCINI. I partecipanti devono utilizzare entrambi i bastoncini  per tutto l’evento, ad eccezzione del rifornimento bevande o cibi e in casi di emergenza
  4. BASTONCINI. I bastoncini possono avere l’impugnatora con laccioli specifici o anche senza laccioli (questo per lasciare libera l’utilizzo della tecnica di cammino)
  5. TECNICA.  Ai partecipanti è richiesto di utilizzare una tecnica valida del Nordic Walking. tuttavia non c’è controllo sullo stile utilizzato; viene richiamato il proprio senso di correttezza

Per chi conosce l’inglese e vuole leggere il regolamento ufficiale della Maratona di Portland può scaricarlo qui in formato PDF

Da tutto questo però viene fuori una questione di fondo: il nordic walking si presta per una performance sportiva o in questo modo se ne sviliscono i principi per i quali è nata e sui quali ha ottenuto e sta ottenendo questo enorme successo?

Forse la risposta, come spesso succede, la si trova à metà. Ma credo che sull’argomento ritorneremo presto con una articolo specifico.
Voi cosa ne pensate?


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    7 Commenti

  • ALESSANDRO scrive:

    Ciao Pino e Fabio!!
    Che dire…
    Sinceramente penso che il Nordic Walking non deve assolutamente diventare una “realtà agonistica”,
    ma deve rimanere una disciplina volta al miglioramento delle proprie condizioni psico-fisiche, in un contesto di armonia….con la natura, con gli altri e soprattutto con se stessi.
    Purtroppo e’ “normale” che oramai oggi giorno la nostra “meravigliosa societa’” che si dichiara “evoluta” sia perennemente alla ricerca dei record in qualsiasi ambito…E quando questa societa’ si trova difronte ad un qualcosa, come ad esempio il Nordic Walking, che cerca di ripristinare tutta una serie di fattori benefici di tipo psicologico, fisico e di rapporto con gli altri che oramai sono andati persi dal nostro ritmo di vita frenetica che la nostra “Societa’ Evoluta” ci impone; ecco che non va piu’ bene perche’ non attrae, non e’ competitivo, non e’ di moda e non porta a nessuna vittoria sull’altro….
    Cordialmente
    Alessandro (Basic Instructor)

  • Pino Dellasega scrive:

    Ciao Alessandro, grazie per le tue considerazioni. Con me sfondi una porta aperta nel senso che venendo dall’agonismo e ti assicuro da quello più esasperato, ho trovato nella semplicità del nordic walking la vera forza e significato della parola sport. Il nordic inteso come Sport che non ha più niente a che vedere con quello che succede in giro, sport che è diventato solo l’interesse dei grandi sulle spalle dei giovani, sport che più bleffi e più ti premia. Sportivo non è più quello che la domenica va a farsi una camminata od una corsetta al parco, ma lo è chi compra la gazzetta o segue con la cica in bocca il derby alla tv. Sono questi d’altronde che portano denaro agli sponsor, non siamo noi che prima di cambiare un paio di scarpe facciamo almeno 3 mila chilometri. Lo sport è tutto falso purtroppo. Quello che conta è solo e sempre il Dio soldo. Ritornando a noi, che il nordic walking piace farlo nella natura e continueremo a farlo, non possiamo dimenticare comunque che per molti nordicwalkers anche la non competitiva della domenica rappresenta un momento importante per muoversi, spesse volte in compagnia e tante volte anche per motivi di solidarietà. Motivi che in una camminata fatta da me e te in fondo alla Val Venegia nessuno noterebbe, mentre fatto in un centro cittadino i bastoncini di certo attirano l’attenzione di molti. E che comunque portano a far conoscere la camminata con i bastoncini. E poi, il mondo è bello proprio perchè è vario, e molti si divertono a farlo durante una maratona o in una marcia non competitiva. Se tutti la pensassero come io e te la Val Venegia sarebbe invasa e allora forse non sarebbe più così bella. Dal momento che nordicwalkingtime segue un po tutti gli eventi dedicati al nordic, ci è sembrato giusto far conoscere le nuove regole per chi desidera farsi una “gara” di nordic walking.
    Io e Fabio, comunque abbiamo scelto di fare il NORDIC WALKING FESTIVAL con una camminata nella natura, ben riuscita, nonostante appetibili proposte di abbinamenti a grosse manifestazioni. La nostra linea è stata questa e ci ha ricompensati alla grande, ma ripeto, nel bosco o in città l’mportante è che la gente si muova…. e magari usando anche i bastoncini (Pino Dellasega)

  • claudia scrive:

    Ciao Fabio, queste sono tutte regole di sicurezza e comportamentali e vanno benissimo. Quello che ti chiedo è come vengono fatte le classifche. Due anni fa avevo fatto una gara di Nordic Walking al Lago di Resia. Poichè non c’erano ancora dei regolamenti in merito, avevano calcolato il tempo del primo e dell’ultimo e avevano fatto una media. Quello era il tempo del vincitore. Io ero arrivata prima, e non sapendo come comportarsi mi avevano dato in premio un paio di bastoncini, non entrando però in classifica. Ci sono ora delle regole chiare ? Questa è una curiosità che mi è rimasta da quella gara. Da come lo vedo io ora il nordic, lo preferisco fare come piace a me, immersa nella natura e con la possibilità di godermi di ogni attimo di tranquillità e pace che può darmi. Grazie, un caro saluto Claudia Predazzo

  • Alessandro scrive:

    sono assolutamente contrario! x quanto mi consta, il NW non nasce come disciplina sportiva in senso agonistico: quindi se la si vuole trasformare in tal senso, occorre modificarne alcune regole e, giusto x non creare confusione, dargli anche un altro nome – che so, “Nordic Jogging”?
    Insomma, se voglio rilassarmi faccio NW, se voglio fare una gara (personalmente) mi metto in una disposizione d’animo diversa e pratico *una cosa diversa*.
    Peraltro le regole che ho letto sintetizzate utilmente qui (non ho ancora guardato quelle in inglese) mi sembrano soltanto norme di comportamento corretto, non quello che intendevo dire io nel mio post. Insomma, né carne né pesce, poco utili… almeno a chi concepisce il NW come un metodo benefico, tonificante, x ristabilire il contatto con la natura (e con se stessi e gli altri!).
    CIAO

  • Pino Dellasega scrive:

    ciao Alessandro, io sono d’accordo con te, il nordic walking deve essere un movimento vissuto per star bene fisicamente e mentalmente. La mia strada è quella di praticare il nordic in libertà senza regole competitive, senza dover attendere lo speaker che mi dica quando devo partire e che percorso devo fare. Io e te siamo spiriti liberi, come moltissi altri d’altronde, ma ci sono anche tanti nordic walkers che invece si divertono anche a competere e sapere qualche cosa in più sulle regole a loro può non dispiacere. Se poi la gara viene disputata con il passo tradizionale del nordic va bene, se diventa una corsa, come dici te bisognerebbe dargli un’altro nome. Ma a questo ci penseranno gli altri. Io adesso esco e sai dove vado? A far nordic in Val Venegia, da solo, anzi con me stesso. Il mondo è bello anche perchè è vario, dicono. A presto (Pino Dellasega)

  • Fulvio Chiocchetti scrive:

    Ciao carissimi, le regole sportive sul NW mi sembrano ottime. Nelle Linee guida giustamente si fa riferimento: “che un piede sia sempre in contatto con il terreno”. Questo è un passaggio fondamentale per non snaturare la tecnica del Nordic Walking.

    un caro saluto da Fulvio Chiocchetti

  • Giorgio scrive:

    Ho conosciuto il NW anni fa in Finlandia e non essendo mai stato troppo diffuso in Italia, almeno fino a pochi anni fa, ho cominciato a frequentare diversi raduni in Svizzera, visto che abito sul confine.
    Anche se questi raduni nascono con spirito non competitivo, c’è cronometraggio, solitamente con chip, ci sono sponsor e premi, dato che la gente è tanta, (come minimo diverse centinaia ma capita anche decine di migliaia di partecipanti, in qualche occasione)e alla fine ad arrivare ultimo non ci sta nessuno.
    Insomma, al di là della definizione, si tratta spesso di vere e proprie gare e in fondo è bello vedere appassionati che praticano uno sport impegnandosi a fondo e non prendendosela leggera.
    Credo che prima che avvenga l’ufficializzazione della pratica agonistica del NW, (e avverrà, perché gli sponsor premono) sia veramente importante avere un regolamento come si deve, per evitare che tutto esiti in un pasticcio.
    In particolare a mio parere sarebbe opportuno regolamentare:

    - uno spazio di partenza da percorrere a bastoni alzati, per lasciare sgranare il gruppo senza rischio di incidenti (di solito questo attualmente avviene con una lepre che accompagna tutti al via per un paio di centinaia di metri).
    Spesso una buona partenza vale metà gara; intanto che si fatica per uscire dal gruppo, chi è davanti fa la sua andatura e chi sta dietro deve spendere parecchio per recuperare la testa. Allora in partenza si scatta via tutti cercando il varco giusto per andare via ed è un attimo infilare un bastone nei piedi del vicino se non si è corretti.

    - l’obbligo di sorpasso a sinistra (o a destra, basta mettersi d’accordo) e altrettanto l’obbligo di lasciare strada a chi è più veloce; la sicurezza se ne gioverebbe parecchio e chi è veloce non dovrebbe ammattire per trovare un passaggio.

    - l’obbligo di usare asphalt pad (gommini) sull’asfalto e puntali sul morbido, perché qualcuno va via con i puntali anche sul duro per non perdere tempo a cambiare, ma capita che un bastone scappi via perché il puntale prende male (esempio su cemento o porfido che sono lisci) e si rischia di infilzare chi sta dietro.

    - obbligo di farsi da parte per effettuare il cambo gommini o durante i rifornimenti, sempre per motivi di sicurezza. Abbiamo pur sempre in mano dei bastoni con le punte.

    Inoltre, per evitare che la pratica agonistica snaturi lo stile, come successo in tanti sport, (nuoto, sci di fondo con l’orribile passo pattinato, ecc…) già da oggi sarebbe opportuno:

    - richiedere l’uso di bastoni di lunghezza adeguata, secondo la regola altezza x 0.67 – arotondato ai cinque centimetri superiori, perché già oggi si vede tanta gente in gara con bastoni cortissimi, per lavorare molto inclinati in avanti e praticamente “correre”, o percorrere le discese praticamente correndo con il bacino molto basso e appoggiato indietro.
    Stili velocissimi ma orribili da vedere.

    - non consentire l’uso di bastoni da trekking, ma richiedere il lacciolo da NW che è alla base dello stile.
    Sarebbe bello anche non usare bastoni telescopici, così non ci sarebbe la tentazione di usare i pesanti bastoni da trekking, ma questo è un problema, perché ad esempio è un problema portare in aereo i bastoni lunghi e se si va a fare gare in aereo, che con le low cost ormai costa meno dell’auto, ci vuole un telescopico in due o anche tre parti per metterlo in valigia.

    Non ultimo, dividere gli eventi in competitivo e non competitivo, se è il caso, così chi vuole fare la passeggiata la fa tranquillamente e chi vuole gareggiare non trova intralci sul terreno.

    Credo che se ci mettessimo d’accordo su poche norme e cominciassimo ad usarle, non ci sarebbe problema alcuno nel vedere il nostro sport preferito evolvere in direzione di quell’agonismo verso il quale è già lanciato in tante nazioni e del quale si potrebbe giovare in termini di crescita tecnica e di popolarità.

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