100 giorni di nordic walking – i benefici descritti nel libro del dottor Silverio Valerio

Eventi e Manifestazioni — scritto da il 8 febbraio 2017

Cover Libro 100 GIO#11E3E7DIl Progetto 100 giorni di Nordic Walking si prefigge lo scopo di osservare l’effetto benefico, (Wellness inteso come filosofia di vita che mette il benessere della persona al centro dell’attenzione), il fitness (Fitness generale indicato come stato generale di salute dell’individuo, forma fisica e benessere dell’organismo, ma anche come Fitness specifico ovvero la capacità di compiere un particolare atto motorio) il comportamento e le modificazioni sullo stile di vita e sulle condizioni psico-fisiche e fisiologiche su soggetti volontari praticanti il Nordic Walking (nordic walkers).

Il Progetto prevede la pratica giornaliera di Nordic Walking ininterrottamente per 100 giorni di calendario senza interruzioni (salvo condizioni specifiche – disegno originario dal 1 settembre 2015 al 9 dicembre 2015), con qualsiasi condizione metereologica, per un tempo compreso tra 30 minuti e 60 minuti giornalieri. Un “bonus” di assenza pari al 5% di aderenza al progetto (massimo 5 giorni) in caso di malattia o impossibilità di aderenza per altri motivi, pena l’esclusione dal progetto.

Libro 100 GIORNI 20#11E3E34L’uscita giornaliera di Nordic Walking, nel Progetto “zero”, non prevede orari predefiniti. Ogni nordic walker può decidere la fascia d’orario della pratica, se camminare da solo o in compagnia di altri walkers e quanto tempo camminare (rispettando però il tempo minimo di percorrenza di 30 minuti) in base alle sue condizioni e alle limitazioni previste per quella giornata. Tutte le informazioni relative a questi dati vanno raccolte in un diario giornaliero compilato dal singolo nordic walker.

Durante tale periodo di osservazione ogni walkers deve seguire delle linee guida alimentari (igiene nutrizionale) semplici e generiche e abitudini di vita più salutari (es. riduzione del fumo e delle abitudini all’assunzione di alcool ecc.).

Allo Studio Osservazionale Progetto 100 Giorni “zero” hanno partecipato 42 volontari, 34 donne e 8 uomini, dai 40 ai 72 anni, (media 54,25 anni). Si sono ritirati durante il test 3 partecipanti per sopraggiunte problematiche, 39 volontari quindi, hanno portato a termine lo studio.

I volontari, sono stati selezionati da un pool non omogeneo di praticanti il Nordic Walking iscritti a delle ASD, regolarmente iscritti a Enti di Promozione Sportiva, in regola con l’assicurazione e con certificato di idoneità alla pratica sportiva non agonistica in corso di validità. La partecipazione è stata su base volontaria e non condizionata da accordi o sponsorizzazioni. I partecipanti hanno firmato l’autorizzazione al trattamento dei dati sensibili e l’autorizzazione alla gestione di immagini a scopo divulgativo. Sulla base di valutazioni di criteri anamnestici e test ematochimici, è stato possibile suddividere tali nordic walkers, e quindi classificarli, in classi fisio-patologiche macroscopiche specifiche, definite profili. Tale suddivisione ci ha permesso di identificare alcuni profili prevalenti di appartenenza dei singoli soggetti. Inoltre, l’impegno morale profuso dai partecipanti a portare a termine il Progetto, è stato fondamentale per la realizzazione dello stesso.

È stato richiesto l’uso del Cardiofrequenzimetro.

Tutti i partecipanti sono stati sottoposti al UKK TEST- 2 Km walking test con indice di fitness e determinazione del VO2max mediante formula tratta dalla pubblicazione originale del UKK Walk test.

I risultati ottenuti dall’esperienza della 100 giorni di Nordic Walking sottolineano in modo chiaro ed inequivocabile le potenzialità insite in questa disciplina. Tutte i possibili benefici evidenziati dalla letteratura sono una realtà se la disciplina viene praticata con costanza e regolarità nel tempo con intensità moderata/alta, soprattutto se si seguono delle corrette abitudini alimentari. In primo luogo le misure antropometriche evidenziano un netto miglioramento delle condizioni fisiche con una diminuzione della circonferenza della vita a dimostrazione di un interferenza sul grasso viscerale, ed un aumento delle misure circonferenziali relative all’attività muscolare.

La perdita di perso risulta di massa grassa, quindi, e non un deperimento organico con perdita di muscolo, acqua, elettroliti ecc. Parimenti all’aumentare della massa magra e della diminuzione della massa grassa, aumenta anche il Metabolismo Basale, migliora l’età Metabolica dell’atleta e l’Indice Fisico.

Molti dei parametri ematochimici indagati hanno evidenziato un rientro entro i limiti fisiologici di quei parametri che apparivano all’inizio del test fuori norma. Tra questi è importante ricordare la Glicemia, l’Emoglobina Glicata, il Colesterolo e i Trigliceridi, gli ormoni Tiroidei, il Fibrinogeno, il PSA, gli elettroliti, gli ormoni sessuali, e numerosi altri .

Praticare Nordic Walking, sembra essere un modo ideale per una pratica sportiva sana, una attività fisica regolare e intensa, sufficiente per acquisire una buona forma fisica, e si associa a importanti benefici sulla salute mantenibili nel tempo. Fa bene al cuore, ai polmoni, alle ossa, tonifica i muscoli, migliora la circolazione, combatte lo stress, ottimizza l’umore e combatte in maniera efficiente l’obesità. Il cervello reagisce aumentando addirittura i neuroni favorendo la produzione di BDNF, neurotrofina che agisce su determinati neuroni del sistema nervoso centrale e del sistema nervoso periferico. Nel cervello è attivo nell’ ippocampo, corteccia cerebrale, e prosencefalo basale – aree vitali per l’apprendimento, la memoria, e il pensiero. Il BDNF riveste di per sé un ruolo importante per la memoria a lungo termine. È come una “droga buona” che spinge, chi pratica Nordic Walking, a praticarlo continuativamente.

Abbiamo potuto notare, sia dalla letteratura, che dalla esperienza dei “100 giorni di Nordic Walking”, che camminando con i bastoncini si favorisce la deposizione di sali di calcio che proteggono in parte dall’osteoporosi. Il Nordic Walking a passo sostenuto contrasta anche il diabete di tipo 2, provoca l’aumento della sensibilità delle cellule all’azione insulinica e quindi una rapida diminuzione dei livelli glicemici e dell’emoglobina glicata.

Il movimento regolarizza la frequenza cardiaca, il sangue viene velocizzato nel suo circolo e, a livello periferico, aumenta il numero e il diametro dei capillari arteriosi; quindi calano le resistenze periferiche e quindi diminuisce la pressione sanguigna e diminuiscono anche i depositi di grassi nelle arterie. L’attività continuativa permette al cuore di allenarsi e diminuisce la frequenza cardiaca a riposo, così come diminuisce anche la frequenza cardiaca a parità di sforzo.

 

Da questo punto di vista la pratica della disciplina del Nordic Walking, al pari probabilmente di altre discipline aerobiche, ha permesso di raggiungere un miglioramento dello stato di salute, una buona forma fisica, soprattutto mantenibile nel tempo.

Sono necessari ulteriori studi per validare questi concetti a dimostrazione che, effettivamente, è la disciplina a produrre tali vantaggi con un effetto maggiore rispetto alla semplice camminata o ad altre discipline aerobiche.

Il libro scritto dal dottor Silverio Valerio, maestro della SINW è stato curato nella parte grafica e impaginazione dall’Istruttrice Maria Antonella Ricci.

 

 

 

 

 

 

 

 


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